La Gelmini nel cuore…


Mail inviata oggi a urp@istruzione.it (sul sito pubblica.istruzione.it un riferimento diretto alla segreteria del Ministro non sembra esistere … PAURA?)
 
Il ministro oggi ha dichiarato che c’è un’Italia che lavora e una che protesta.
Essendo dalla parte di chi protesta contro questo taglio indiscriminato e contro ogni senso logico, che comincia a tagliare quello che funziona per costruire poi – forse – qualcosa di non ancora definito (più probabilmente niente), dovrei forse seguire il velato suggerimento e smettere di lavorare?
Sono un genitore che si vedrà privato della possibilità di vedere i propri figli educati secondo un metodo che funziona, e che – anche se parzialmente – supporta le esigenze di una famiglia con entrambi i genitori impegnati.
E dove sarebbe il supporto alla famiglia? Le chiacchiere sì, quelle tante, davanti a prelati e in TV.
Nei fatti, obbligare le famiglie a spendere ancora per "parcheggiare" i propri figli in attività che con l’apprendimento niente hanno a che fare.
Almeno avesse il Ministro l’onestà intellettuale di dire che di tagli si tratta e di quale entità.
Non cerchi di farli passare per riforma.
Ma no, meglio insegnare a tutti – e da subito anche agli studenti – che dei fatti valgono più le parole.
Complimenti, davvero.
 
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