Mosca ciao


Mosca saluta, il vice prefetto denuncia:
«Defenestrato per i suoi no ai politici»
 
«L’amarezza ha ceduto il posto alla concretezza. Bisogna sempre guardare avanti immaginando che la vita valga la pena di essere vissuta sempre e comunque». Il prefetto di Roma, Carlo Mosca, non ha nascosto l’emozione rispondendo ai giornalisti e rilasciando un commento di fine mandato; il 28 novembre lascerà la Prefettura che verrà affidata a Giuseppe Pecoraro.
Mosca ha spiegato che, in quest’ultimo periodo sta «completando tutte le attività previste in agenda e fino all’ultimo continuerà a cercare di risolvere i problemi della gente di questo territorio. Mi sto impegnando fino in fondo – ha continuato Mosca – e sono molto orgoglioso di quello che è stato fatto insieme con le altre istituzioni. Sono convinto che si possa continuare a far bene per questo territorio che ha tante necessità». Nel discorso di Mosca non c’è spazio per «nessun tipo di polemica. Ormai – ha concluso – guardo avanti».
Esce invece allo scoperto il vice prefetto di Roma Maria Rosaria Ingenito che ha commentato la decisione del Viminale di rimuovere Mosca dventato scomodo perché uomo del no alle impronte ai rom, agli sgomberi, alle espulsioni di massa: «Chi opera al servizio delle istituzioni e nel pieno rispetto della legalità – scrive in una lettera indirizzata ai colleghi – con un pretesto qualunque viene defenestrato». Lo sfogo del vice prefetto è riportato in un articolo su L’Unità. Nella sua lettera, la Ingenito aggiunge che «altri colleghi verranno trasferiti per voleri politici, legati a questioni di legalità e di dubbia trasparenza. Siamo di fronte ad una svolta epocale».
 
Nella lettera dell’Ingenito si legge anche: «Mi chiedo se sia giusto che i politici di turno possano agire contro ogni norma calpestando la costituzione e le leggi. Non si finga di non sapere, si affronti la realtà e si abbia il coraggio di venire allo scoperto».
 
 
— da Il Messaggero del 20 Novembre
vale solo la pena di far sommessamente notare come dopo il G8 di Genova, con quello che comportò, nessuno nella catena di comando fu costretto alle dimissioni.
rifiutarsi di applicare una procedura illegale evidentemente è una colpa molto più grave
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