30% vuoto a perdere


In questi giorni molti si sono detti d’accordo con la Gelmini per l’iniziativa del 30%.
In principio la questione sarebbe corretta.
Ma il diavolo mette la coda nei dettagli.
Come si traduca nella pratica dalle parti di Treviso un principio pur giusto a Roma, è cosa che mi suscita qualche inquietudine.
Cosa se ne fa di quei bambini eccedenti la fatidica soglia del 30%?
E cosa si fa in zone nelle quali il rapporto è rovesciato, con il 70% di bambini "stranieri" e il 30% italiani?
Poi una precisazione del ministro. Il principio si applica solo ai bambini non nati in Italia.
Una stretta minoranza.
Cioè il solito nulla.
O meglio un’altra manovra per ingraziarsi lega e compagni.
 
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