I figli di Berlusconi


E’ qualche tempo che ho smesso di chiamare Berlusconi “Mr. B”, intendendo con questo chiudere il periodo in cui mi scandalizzavo/divertivo al leggere delle sue gesta mirabolanti o delle ancor più mirabolanti boutade che riusciva a partorire.

Basta.

La verità è che oggi mi risulta indifferente. Anche quando architetta azzardati paragoni tra la ricaduta politica della propria vicenda giudiziaria e la disgraziata vicenda umana di milioni di Ebrei vilipesi e sterminati come pecore al mattatoio.

Il punto è quello che ciclicamente (arteriosclerosicamente) ribadisco:

a) una buona percentuale di italiani si fida tuttora più di signore sull’ottantina tirato come un arco compound, che di tutta una schiera di molto più presentabili politici di mestiere (fossi nei panni dei quali la qual cosa mi farebbe dubitare non poco della mia adeguatezza)

b) collegato al punto precedente: questa buona percentuale (e forse anche qualcosina in più) è culturalmente abituata a non credere più in nulla, salvo la propria salvezza (in taluni casi metaforica, in altri casi meno). Diversamente: “si salvi chi può”

c) da dove deriva questo disastro culturale? mentre altri paesi investivano sulla formazione e sull’adeguamento alle nuove sfide, puntando sul futuro, noi abbiamo deinvestito, deresponsabilizzato, sperperato fondi e costruito una generazione di “deficienti” non in senso spregiativo ma tecnico. Deficienti di mezzi, anche culturali, di ispirazioni, di mete e di esempi positivi.

E qui si inserisce l’ultima battuta sui figli di Berlusconi. Che nasconde una verità più sottesa di quella che appare evidente e sguaiata.

La rappresentazione – una volta di più distruttiva – di una realtà nella quale ci si vede vittime sacrificali in un meccanismo stritolatore ammantato di legalità.

Posso immaginare che molti possano ritrovarvisi, purtroppo. Una volta di più Berlusconi non è causa del problema, semmai ne è conseguenza. Confondere il problema con Berlusconi non aiuta ad individuare la soluzione, di cui – ancora – Berlusconi non è parte.

E non essendo parte del problema, né della soluzione, perché preoccuparsi di Berlusconi… quando mai si tornasse a parlare di Politica?

Cattura3

(courtesy: PV)

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