Il sapore dell’uva acerba


Credo di aver già affrontato un tema simile tempo fa.

Qual è il limite tra l’accettabile purché sia e la giusta pretesa di far le cose come vanno fatte, cioé decentemente (non mi esca dalla penna, la presunzione di far bene, ché mi si seccherebbe all’istante)?

Il punto in questo caso è sollevato dalla pretesa di Renzi – da scommettitore incallito – di chiudere tutto e subito sul tema riforme.

Questa è per lui una necessità, ad ogni giro è costretto a raddoppiare la posta, ché è forse davvero l’unico modo di uscirne.

Dall’altra parte chi – e in parte giustamente – fa presente che ci sono dei paletti, che così si rischia di confondere le acque (da ultimo Grasso).

Ed è anche vero, in parte. Si veda quello che è capitato con la riforma delle Regioni.

Ma è anche vero – o no? – che più ancora che di riforme, il nostro Paese ha bisogno di speranza.

La speranza che giustifica l’impegno personale e collettivo nel raggiungimento di obiettivi comuni, che poi si traducono in obiettivi personali.

Finché non sarà così, varrà solo la speranza di raggiungere obiettivi personali, che normalmente non si traducono in obiettivi comuni, ma comuni problemi.

The Fox and the Grapes 03 - 700

 

 

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