Pronto


Pronto?

Ciao Lucio, vediamo se mi riconosci

Ti riconosco? Beh, dammi un aiutino.

Dai, possibile che con il mio vocione non ti ricordi di me?

No, no, riconosco la voce, ma non riesco a ricordarti.

Dai, Roberto! Sono Roberto. Che figura!

Roberto! Ma, è veramente un piacere sentirti. Quanto tempo sarà passato?

Non lo so, guarda. Una vita. Troppo.

E come mai mi chiami? Dimmi la verità ti serve qualcosa di lavoro.

No, no. Ma neanche a pensarlo. E’ che ci ho pensato tante volte a chiamarti, ma poi lo sai come funziona.

Sì, beh onestamente neanch’io ti ho più chiamato. Ho saputo che sei stato fuori.

Sì, ma alla fine è stato velocissimo.

Tutto a posto, al ritorno? O non hai ritrovato la sedia?

Più o meno, più o meno. Però alla fine tutto bene. E tu? Dimmi di te.

Eh di me, è stato un periodo di grosso cambiamento per me. Sempre in aria.

Ah beh, certo lo so, tu sei sempre in viaggio, e i tuoi figli?

E chi li vede più? Mica è facile, poi ogni tanto prima andavo a trovarli, ma ora…

E’ complicato? Mi dispiace, ma loro stanno bene, sì?

Sì sì stanno bene, ora.

Lo sai che ripensavo ad una cosa che avevi detto quando eravamo proprio all’inizio di questa crisi.

Ah sì? E che avevo detto?

Di stare uniti, che sarebbero venuti momenti difficili, e che bisognava stare più uniti, per cercare di superarli questi momenti.

E ci siete riusciti?

Onestamente? No. Mi pare che ognuno si sia chiuso sul proprio ombelico, siamo diventati tutti più furiosi e più soli.

Sì. Ma l’hai detto tu stesso che te lo ricordi. Perché non fai qualcosa?

Mi sembra che dipenda dagli altri. E mi sembra che ognuno pensi lo stesso.

Sì, è quello che ho visto anch’io. Anche tu mi richiami ora, ma hai lasciato passare degli anni. E con quanti amici hai fatto lo stesso?

Con tanti. Però mi pento.

Pentirsi non è abbastanza. Penso che la vita non ci lasci tempo sufficiente per pentirci di tutti gli errori commessi.

Ma è anche difficile, cambiare.

Difficile, non impossibile. Ci sono persone che fanno cose straordinarie che tutti possono vedere. Altri queste cose straordinarie le devono fare dentro di sé, e nessuno potrà vederle.

Forse a nessuno interessa.

Forse. Ma non è una cosa che ti deve preoccupare. Tu preoccupati di fare il tuo meglio. Il resto dipende da tante cose.

Anche troppe.

Troppe, se preferisci. Ma è solo un modo di piangersi addosso. Tante è più che sufficiente per sapere che c’è da faticare, ma non da scoraggiarsi.

Ma insomma, ci vediamo?

Difficile.

Non sei in Italia, quando torni?

Non torno.

E perché non torni?

Nè torno, né vado. Sto qui, nella tua testa. Manco un amico cui telefonare, ti è rimasto!

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