A proposito di relativismo


Nella propria vita si fa ogni sforzo per cercare di essere obiettivi, anche e soprattutto per le questioni che ci riguardano direttamente.

Poi ti arriva un giorno qualcuno che ti dice “eh no, questo è il TUO punto di vista. Per me tu non sei obiettivo neanche un pò”.

La prima reazione è di smarrimento. Ma come, davvero sono così cattivo?

Riflettendoci un altro pò, ti vengono in mente degli esempi opposti. Scusa, ma che fai, c’hai la coda di paglia?

E’ che sul piano puramente lessicale e di logica deduttiva, nessuno ha teoricamente il diritto di chiamarsi oggettivo, o di dare patenti di obiettività ad altri.

Cioé, anche rovesciare le stesse argomentazioni sull’interlocutore, non fa che rinforzarlo nella sua strategia win-win: o stai zitto e ti prendi le mie contumelie, oppure mi dici che neanch’io posso dare patenti di obiettività – di fatto mettendoci sullo stesso piano e quindi vincendo comunque lo scontro logico.

Il punto è che chi fa lo sforzo di trovare una base oggettiva a questo tipo di discussione, è sempre esposto a causa dell’intrinseca fragilità strutturale.

Dato che l’opinione è ontologicamente soggettiva, non si può dimostrare che un’opinione sia più “oggettiva” di un’altra.

Si può fare riferimento a dati oggettivi, quando questi ci sono. Ma ci sono casi in cui anche i dati oggettivi, essendo molteplici, possono essere visti in maniera diversa.

Certo, ciò non toglie che alcune volte la critica sia strumentale.

Però il discorso non vale solo a livello personale. Prendiamo il caso del rapporto Europa/Russia.

O meglio, del conflitto strisciante che nasce da alcune forzature Russe e da molti errori Europei.

Il fatto è che in questi giorni si sta consumando il solito gioco delle parti, non riconoscendo da una parte una legittimazione politica quantomeno dubbia dell’attuale leadership Ucraina, peraltro in qualche modo indotta e favorita proprio dallo scomodo vicino Russo, e dall’altra l’indubbio metodo dei due forni (due e mezzo) da parte di Putin: il forno politico, il forno militare, e il mezzo-forno della propaganda.

Da parte Russa, in quanto al forno militare nessun dubbio di quale sia l’obiettivo. Smembrare quanta più parte del territorio Ucraino per annetterlo alla federazione Russa. Il lato politico è chiamato a negare l’evidenza, con i metodi del mio interlocutore di cui sopra (“no, io non ti ho dato un pugno, tu ti sei scagliato contro la mia mano con il tuo occhio”), mentre il forno della propaganda viene acceso ora per celebrare le vittorie della Russia su noi europei benpensanti, ora per negare qualsiasi coinvolgimento diretto nelle attività belliche, in un modo che ad un osservatore interno deve apparire occhieggiante, ma formalmente ineccepibile dall’esterno.

Tutto ciò mentre l’attuale leadership Ucraina deve pur rendersi conto dell’assurdità della situazione per cui potrà essere legittima solo a condizione che una parte rilevante dell’Ucraina russofona si stacchi per venire riassorbita dalla madre Russia, oppure decida di associarsi ad una speranza “Europea”, che al momento mi pare una contraddizione in termini.

Forse, qualche anno fa, avrebbe potuto anche essere. Ma chi vuole – se non costretto – oggi quest’europa rissosa, senza una vera guida politica e anche in grave crisi economica, questo nano politico e verme militare, incapace di fare il proprio bene, figuriamoci il bene di chi le si rivolga per un aiuto?

ucraina-ragazza

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: