Scherzi d’età


E’ quando proprio non te l’aspetti.

Per anni ti sei abituato ad una certa idea di te. Che poi tu sai che non è quella che di te ha chi ti circonda, chi ti vede di sfuggita per strada magari ne ha un’altra ancora. Ma tutto questo è troppo complicato.

Insomma, finisci per accettarlo. Magari un’immagine di te speri di trattenerla tra le unghie, per qualche tempo.

Quel tanto che basti a raggiungere l’ultima fermata, non sarà poi così tanto.

Insomma ti ci affezioni, anche se è un’immagine un pò avvilita, un pò scialba.

Ma in fondo siamo tutti un pò vuoti o un pò scialbi.

Pardon. Quasi tutti.

Un giorno però. Le tue dita si lasciano sfuggire quel santino, e ti ritrovi con un te di troppo.

Non ti appartiene, chi è quest’intruso così invadente, tanto estroso da risultare spaccone, che racconta cose di te come fossero sue. Con quale diritto emiciclico si spaccia per possessore della verità della mia anima?

Lo specchio interviene a sedare la rissa.

E il buon senso ti ricorda che non vale avere troppi dubbi, ma solo un pò, quanto basta.

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