La tempesta dopo la tempesta


Forse l’affermazione di Bergoglio riguardo alla liceità della violenza in risposta ad un’offesa, non è stata sufficientemente valutata.

Mi pare che non sia solo un problema di religione, per quello uno potrebbe invocare la difesa corporativa.

E un problema peraltro grosso come un nuvolone, nero.

Ma rappresentare l’offesa come valido motivo per un’azione violenta (e non mi si dica che il tono era lieve), sdogana qualunque cosa.

E chi è che decide qual è un’offesa sufficientemente grave a passare dalla piccata risposta, alla sventagliata di ak47?

Non può che essere personale anche la scelta delle forme della violenta risposta. Bergoglio pensa che un’offesa alla madre valga un pugno, magari un’offesa alla religione per qualcun altro vale l’impalamento.

E chi glielo dice ad uno che sta facendo satira, ma anche a quello che ha detto ad alta voce allo stadio che tizio non è capace a tirare, che deve stare attento, perché “qualcuno” potrebbe risentirsi e piantargli legittimamente un pugno in faccia o una molotov sotto casa?

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