Autonomous driving & Asimov


Non entro nel tema della guida autonoma.

Non entro nei particolari, credo ci siano persone ben più esperte per questo.

Lo spunto veniva dalla lettura di un articolo relativamente ai primi (pochi, in realtà), incidenti coinvolgenti veicoli con guida autonoma.

E sì, perché se si fa uno sforzo, cominciano ad emergere tutta una serie di dubbi.

Che numero di patente si mette sul CID? Quello del programmatore?

Se c’è una colpa, sarà quasi certo che il veicolo autonomo sia nella ragione.

Ma, poniamo il caso che invece abbia torto. Su chi ricade l’eventuale colpa?

E, veniamo al titolo: bisognerà in qualche modo “istruire” il software – magari con le 3 leggi della robotica – affinché l’incolumità di un umano anche con torto “assoluto”, sia assicurata dal veicolo, cercando di evitargli qualsiasi impatto negativo.

Che poi era quello che già preconizzava (con assoluta lucidità), Asimov.

Vi immaginate l’impatto emotivo di un pedone investito da un veicolo con guida autonoma?

Ciò che immaginava Asimov era la nascita di un movimento politico propugnante il rifiuto dei robot.

Con la conseguente spaccatura dell’Umanità tra chi si avvaleva dei robot e chi non se ne avvaleva.

Con conseguente ritardo dei secondi rispetto ai primi.

Qualcosa del genere di quanto accade già oggi con gli OGM.

agricolture robot

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