La Democrazia secondo Tsipras


Oggi è una festa della Democrazia, secondo Tsipras.

Vedo che continuo ad allontanarmi dal modo di pensare e di agire del premier greco.

Dovrebbe essere una festa della Democrazia per il fatto stesso che si è indetto e tenuto un Referendum nel giro di sette giorni?

A parte la violazione delle stesse leggi greche, c’è una cosa – mi sembrerebbe abbastanza basilare – che non mi consente di pensare che questa sia una festa.

Quali sono gli effetti di questo Referendum?

Di solito i quesiti riguardano qualcosa che ha immediatamente effetto: l’abolizione di una legge, la scelta appunto per la Democrazia, oppure un quesito specifico: che so, la liceità dell’Eutanasia o l’approvazione di una legge costituzionale.

Bene. Quali sono – al di là dell’incomprensibilità del quesito – gli effetti di questo Referendum?

E non parlo solo della vittoria del no. Poniamo che vincano i sì. Qual è l’effetto, se non un effetto esclusivamente politico?

Cioé, si potrebbe immaginare che Tsipras, in un rigurgito di coscienza, decida di lasciare in quanto sfiduciato dal suo popolo. Ma se non dovesse? Non c’è alcuna prescrizione, in fondo.

Tsipras potrebbe tornare al tavolo del negoziato incazzato come e più di prima. Magari con un differente ministro delle finanze (dato il “beau gest” di Varoufakis), ma con eguale determinazione a non arrivare ad un accordo.

E quindi, a cosa sarebbe servito questo Referendum?

E qui, tornando al quesito, in cui si chiede di approvare o no una proposta ritirata dai creditori. I creditori potrebbero comunque darla per buona. O anche no.

Per farla breve: non si capisce in base a quale principio un quesito tanto confuso e non concordato con il resto degli stati europei, dovrebbe essere per questi vincolante.

E infatti non lo è.

Varoufakis dice che i creditori fanno terrorismo. Il fatto è che si è persa un’altra settimana, e a meno che già domani la BCE non allarghi i cordoni della borsa in base a non si capisce quale accordo, dato che un accordo non c’è e non ci sarà in ragione del risultato del Referendum di oggi, le banche saranno costrette a chiudere già da domani sera. Senza nemmeno il pannicello caldo per i cittadini dei 20 euro al giorno da poter ritirare.

A quel punto il tessuto economico sarà già compromesso, e un golpe dietro l’angolo.

Complimenti. Proprio la festa della Democrazia.

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