Né mai


Sigari umidi sulla bocca le parole. Non esiste lingua in cui tradurre quello che sento.

Frasi spiegazzate come pizzini vengono in soccorso.

Ma il silenzio è quello più in sintonia col momento, ancora. E il momento non è bello: il silenzio è cupo, gravido di tensione e lacrime.

Solo mozziconi di parole, mani strette, abbracci, aiutano non a dare senso – perché quello comunque non c’è – ma a tentare di arginare la sensazione di solitudine che la mancanza crea.

Non c’è ancora un prima e un dopo. Nè ci sarà mai.

Ce ne andiamo, con sistematica casualità.

E non rimangono che mozziconi, ciabatte, talvolta libri.

E ricordi, che non si legano con il presente e rimangono come a volare per loro conto nella nostra mente.

E’ la testimonianza che crea il solco che altri seguiranno, e che – unico – dà un senso al nostro fugace presente.

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