Di famiglie e altre cose così


Ebbene siamo sopravvissuti anche a quest’altro Family Day.

Non era scontato. Abbiamo avuto una scorpacciata di Alfani, Salvinii, CEI, pretonzoli d’assalto tutti a spiegarci cosa è una famiglia tradizionale.

Ricordo Gandolfini che qualche giorno prima dell'”evento” facesse riferimento al DDL Cirinnà come “inutile”.

Il solito benaltrismo: ben altre sono le preoccupazioni dell’Italiano, che occuparsi di qualche migliaio di deviati (e diciamocelo su…).

E tanto era poco importante, “residuale”, etc. etc. che si prepara un  evento a Roma in cui – fatto salvo lo scopo secondario o no di visitare la città eterna per il Giubileo – si mobilitano due milioni di persone (vabbè…) per contrastare una legge sbagliata quanto si vuole, ma appunto talmente poco importante da non dover essere nemmeno portata in Parlamento.

Ma tant’è. Non è che la logica debba fare per forza rima con politica.

Ma lo scopo è esclusivamente politico. Qui non c’è nulla che non sia pura tattica che prende per il culo quelli che (ma forse anche no) sono venuti a Roma in piena buona fede a combattere per la famiglia naturale e in particolare contro la “mostruosa” step-child adoption.

Che poi è: se io e te DI FATTO viviamo assieme e con un ragazzino (figlio dell’uno o dell’altro partner) e il genitore naturale viene a mancare, questo ragazzino a chi dovrebbe essere affidato?

Quello che dice Gandolfini è: anche all’orso Bubu, purché non a un gay di merda (è inutile indorare le pillole).

Se poi l’orso Bubu quel bambino in particolare non l’ha mai nemmeno visto in cartolina, e il bambino stesso preferirebbe restare a casa “sua” con il suo “mamma/papà”, non ha importanza. L’importante è che l’orso Bubu abbia il certificato di “famiglia naturale”.

Transeat.

Il punto più grave, per me, è che di presa per il culo si tratta.

Poniamo anche il caso che oggi ci sia un accordo per stralciare la step-child adoption dalla legge, che pare sia la pietra dello scandalo (a qualcosa bisognerà pure aggrapparsi, no?). Altrimenti bisogna parlare come Salvini, pane e salame.

Demandando così tutta la questione (è un attimo) ai tribunali. Che – con buona pace di Gandolfini, CEI e pretonzoli – che altro potrebbero fare se non ribadire l’interesse primario del bambino che è di mantenere per quanto possibile il proprio ambiente?

Così di tutta questa querelle cosa resterà, dopo anni di devastazioni e macerie provocate proprio sulle spalle dei più deboli, solo per non riconoscere il diritto minimo al riconoscimento di rapporti che in qualsiasi caso già esistono, e che riguardassero anche solo due persone in tutta Italia, comunque sarebbero importanti?

Ma cosa volete che importi a Gandolfini & C. del destino di due persone che – allo stato – possono essere tranquillamente considerati “estranei”, pur vivendo magari insieme da anni, rispetto all’importanza della Famiglia Tradizionale, e mi raccomando tutto in maiuscolo…

 

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