Un ricordo di Pannella


Credo che a Marco Pannella non sarebbe dispiaciuto di essere ricordato per il suo essere fastidioso, pignolo, insistente. E per la sua pretesa di non fare sconti. Men che meno a sé stesso, ma nemmeno agli altri.

Lo ricorderò per i suoi discorsi, l’unico capace di non perdersi all’interno dei quali era solo lui. Tanto involuti questi, quanto limpida la prospettiva politica.

Ha influito più lui sulla realtà sociale e politica italiana degli ultimi 50 anni, dall’alto (si fa per dire), del suo 2% perennemente smozzicato, che decine e centinaia di politici che nel tempo di potere vero ne hanno pur avuto. Forse proprio perché troppo occupati a occupare poltrone, poltroncine, trabiccoli comunque attrezzati.

Di politici così ne nasce uno ogni 86 anni.

Se va bene.

«Qualcuno mi ha chiesto quale sarebbe il primo provvedimento che prenderei se fossi eletto democraticamente “presidente”. Ebbene il primo provvedimento che prenderei sarebbe quello di dimettermi, perché se il paese mi eleggesse democraticamente vorrebbe dire che non ha più bisogno di me».

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Una Risposta to “Un ricordo di Pannella”

  1. SABATOBLOGGER 31. – I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog Says:

    […] mai polemica o toni esasperati (e non è cosa da prendere poi così per scontata). Ho scelto il ricordo di Pannella perché somiglia al ricordo che ho io di lui. Ci sono anche alcune poesie, come La scommessa, […]

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