Loquacità sociale


C’è un paradosso nell’attuale tendenza di Social di vario genere a renderci tutti più connessi, più “loquaci” – in senso lato, evidentemente.

Tutte queste parole non servono a farci scrivere meglio, né a PENSARE meglio a quello che scriviamo.

Parole, parole, parole, che però diventano leggere come piume, eteree, evanescenti.

Effimere.

Forse questo spiega perché per farsi notare un pò, la maggior parte delle persone tenda sui social ad esagerare.

Quello che una volta si sarebbe definito “bello”, quietamente, diventa “incredibile”.

Ciò che sarebbe stato “sorprendente”, diventa “allucinante”.

E giù esagerando con insulto libero e lingua (anzi dita) senza briglie.

Ovviamente non escludendo, anzi prevedendo l’uso di turpiloqui di ogni genere, a manciate piene, quando non a vagonate.

E certo una delle componenti dell’imbastardimento della lingua è la velocità.

Pare che tutta la capacità delle persone sia basata sulla velocità con cui riescono a scrivere la prima osservazione, e se non proprio la più intelligente, che sia almeno la più volgare o la più strampalata.

L’esistenza di un medium ideale a questo scopo non permette la “creazione” dell’attitudine che è comunque personale. Però certo la favorisce, la esercita.

Questa è una situazione che non può capire chi non abbia difficoltà ad esprimere il proprio pensiero usando le parole.

A gesti magari, o a grugniti. Ma la parola è sfuggente, va scelta, incasellata; la frase va costruita con cura e alla fine guardando il lavoro fatto il più delle volte bisogna tornarci.

Invidio chi scrive di getto, mantenendo chiarezza e pulizia.

E l’aggravante, tocca pure averla un’idea iniziale, da tradurre in parole.

Comunque in questi casi, è molto più facile cadere nella battuta, o nel turpiloquio.

E lì scatta la tendenza all’esagerazione, il tentativo di risolvere “muscolarmente” quello che non si riesce a cesellare.

E deve essere esagerazione socialmente accettabile o di rottura. In un caso adeguandosi al sentimento diffuso (come lamentarsi di pensioni basse in una pagina di un’associazione di pensionati), nell’altro dichiarando qualcosa a bella posta contrario (come lamentarsi delle persone anziane alla guida, nella stessa pagina di prima).

Ma l’esigenza è la stessa.

Usare la grana grossa, e sparare nel mucchio.

Principalmente perché non si sa maneggiare la rena, e perché si ha poca mira.

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