Passo cassabile


Negli scorsi giorni ho avuto un “simpatico” fuori programma con una vettura perfettamente parcheggiata in corrispondenza di un passo carrabile, che si dà il caso in quel momento io dovessi usare. Cose che capitano.

Avevo un pò di riluttanza a chiedere l’assistenza dei Vigili Urbani. Questo non perché sia particolarmente timoroso, o diffidente. E’ che mi è capitato anche in altri casi di vedere diminuire la mia fiducia nella capacità delle istituzioni di rispondere al motivo della loro esistenza (almeno per noi cittadini), in conseguenza del tentativo di chiederne il supporto.

Ciò mi provoca una grande tristezza, e quindi cerco di evitarlo: più banalmente, temevo che il numero trovato su internet fosse sbagliato, che non rispondesse nessuno, o che mi dicessero che erano impegnati fino al 2018.

Comunque, nulla di tutto questo (oddio, il numero sul sito del municipio era sbagliato, ma insomma…). Il funzionario che ha risposto è stato gentilissimo, ha preso nota, e ha chiarito che non era sicuro che sarebbero riusciti a passare in tempi stretti.

Circa tre quarti d’ora dopo tornando noto che la vettura non era più presente davanti al passo. Per correttezza richiamo, per segnalare ed eventualmente non far sprecare tempo alla pattuglia. Mi risponde lo stesso funzionario di prima, che – sempre gentilissimo – mi informa che la pattuglia è passata e la vettura era ancora parcheggiata nella posizione in cui l’avevo trovata io. “E quindi?” “Sì ma non hanno potuto far nulla, perché il numero di concessione era scolorito” “Scusi, per capire, voi non avete alcun modo di verificare se ad un certo indirizzo c’è un passo carrabile autorizzato? Sa… siamo nel XXI secolo…” (oddio, qui certo il mio commento poteva suonare un pò “da facebook”), comunque la risposta mi ha riportato con i piedi ben piantati per terra: “Eh lei ha visto troppi film americani, il problema è che voi cittadini dovete capire che è colpa dello stato centrale che taglia taglia e alla fine non si riescono ad assicurare i servizi”.

Dopo qualche altro scambio, ho ringraziato il comunque gentilissimo funzionario, e sono tornato a maledirmi per aver chiamato.

Ho il timore di giustificare gli incivili che in un caso del genere possono utilizzare metodi più “diretti” per esprimere il proprio disappunto, che richiedere l’assistenza delle istituzioni.

Una riflessione banale è che purtroppo episodi di inciviltà siano in qualche modo istigati dal fatto che siamo completamente incartati in regole inapplicabili.

Un’altra riflessione è che – al di là della buona volontà – le amministrazioni pubbliche sono chiuse a guardarsi l’ombelico e non hanno nessun obiettivo abbastanza alto da distrarli da questo spettacolo che deve peraltro essere appassionante (vista la costanza con cui vi si dedicano).

Un’altra riflessione (ma è davvero l’ultima), è che se noi italiani non passiamo dalla gestione degli eventi alla gestione dei processi, presto o tardi saremo fatti fuori dalla storia, con buona pace dei richiami di convenienza all’italianità.

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