Del relativismo politico


Che poi, l’affermazione “se non accetti le regole di questo partito, createne uno tuo” è legittimo.

La questione dovrebbe eventualmente porsi nell’assenza delle regole, anzi in una regola che è la negazione di qualsiasi regola (decido io punto e basta).

E – si badi bene – per me resta comunque un atteggiamento legittimo.

Come è legittima qualsiasi posizione politica, anche la più stravagante, che dovrebbe essere bocciata dalla logica, e conseguentemente nei fatti, più che da barocchi vincoli legali.

Perché il punto è questo, che nel mercato politico, così come in qualsiasi altro mercato, qualcuno che vende quel prodotto statisticamente lo troverai sempre. Qualcuno che identificherà una nicchia da poter pascere e con la quale fare la sua (magari limitata) fortuna.

Il problema sorge quando quella nicchia si allarga, a dispetto di ogni considerazione sui dati, sugli aspetti legali, sociali, economici, e pretende di essere verità contro la verità, dato farlocco contro il dato reale.

Ma questa è colpa dell’imbonitore di turno che onestamente (o meno) vende la sua merce? E’ colpa del santone che vende il filtro d’amore della sacra pozza del Gange, o della folla che si accalca, convinta di poter avere così migliore soddisfazione?

Ecco, in questo io trovo molte differenze rispetto alle persone con le quali normalmente mi confronto. Per me molto (anche se certo non tutto) nasce dal disinteresse delle persone. O da un interesse superficiale. L’abitudine di utilizzare la propria intelligenza per altre cose (tipo dove buttare l’immondizia differenziata purché non nel cassonetto giusto), ma affidarsi ad altre proprietà quando si tratta di scelte politiche, tipo

Il Fiuto (che non previene dal non sentire la puzza di merda, evidentemente)

Il Culo (che include la sfiga di scegliere sempre l’opzione peggiore)

Il Caso (che esclude la possibilità di cogliere l’opzione migliore anche per errore)

Di esempi ne ho accumulati tanti, da una trentina di anni a questa parte.

Quindi: colpa senz’altro dei politici che non sanno vendere bene la propria merce, ma se il pubblico chiede proprio merce avariata, cosa deve fare il politico che non sia utopista, se non in qualche modo adeguarsi al mercato?

protagoras

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