Archive for maggio 2017

Zorro

15 maggio 2017

Se n’è andato un altro grande. Un pensatore, un giornalista, un uomo.

Una persona che potevi fermarti ad ascoltare con la certezza di cogliere un punto di vista, un’idea davvero nuova e illuminante.

Qual è il livello minimo di intelligenza con cui questo mondo può reggersi in piedi?

http://www.olivierobeha.it/inevidenza/2017/05/la-liberta-e-un-lusso-di-pochi-mi-ripeteva

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Wannacry

13 maggio 2017

Una crisi informatica senza precedenti ha colpito ieri tutto il mondo, a partire da un ransoworm (neologismo testé coniato).

La cosa particolare di questo malware (doveva accadere prima o poi) é che unisce al classico attacco ransomware tramite e-mail la capacità di diffondersi orizzontalmente nelle reti locali, sfruttando una vulnerabilità utilizzata nel passato da NSA e pubblicata di recente da wikileaks.

Se ricordate blizzard circa 15 anni fa, questo é peggio:  ieri Telefonica (in Spagna) ha chiesto ai propri dipendenti di spegnere i computer e andare a casa, per limitare gli effetti del contagio.

Vive la France

8 maggio 2017

C’è un messaggio che arriva dalla Francia, e che è più importante della sconfitta del populismo e delle sue ricette approssimative, che assecondano gli istinti peggiori dei popoli che i suoi sostenitori aspirerebbero a governare.

No, non conosco bene il messaggio che Macron ha utilizzato, o perché abbia funzionato.

Una cosa però l’ho capita, e mi fa piacere: si può associare successo ed europeismo, speranza in un futuro migliore e diritti.

E’ evidente che una sana dose di “popolarismo” al limite del cinismo populista aiuta, ed è spesso imprescindibile. E Macron certo non fa eccezione quando – come fa – insiste sulla sicurezza e sulla protezione. Come forse su altri temi (come quelli strettamente economici, che spesso somigliano alle formule degli stregoni).

Il punto è quanto si riesce – sempre mantenendosi in quest’ambito – ad inserire dei messaggi veri ma impopolari, e ad essere dirompenti ma in senso opposto alla “vulgata” dell’Europa brutta e cattiva, ai migranti come pesi insostenibili, ecc. ecc.

Poi, in tutti i casi, vedremo cosa potrà e saprà fare il nuovo Presidente francese.

Quello che succede spesso con i politici populisti è che una volta arrivati al governo non riescano ad uscire da una specie di campagna elettorale perenne, dove invece ci sarebbe bisogno di scelte e azioni vere.

In questo senso mi auguro che finito il rullo dei tamburi e dei discorsi roboanti si passi ad una fase di ricostruzione dell’Europa, cantiere lasciato a metà, e del cui perfezionamento oggi più di ieri ci sarebbe la necessità, lasciato orfano spesso proprio dai Paesi fondatori, ognuno con le sue colpe e le sue piccole meschinità.

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La Verità fatta in casa

4 maggio 2017

C’è un effetto perverso che chi si occupa di sociologia probabilmente già sta studiando, connesso con i cambiamenti che Internet (o la Società dell’Informazione, se preferite), induce negli atteggiamenti personali.

Uno di questi effetti riguarda il rapporto con la realtà. Quello che negli ultimi mesi più che altro ha investito i titoli dei giornali con il nome di “fake news” (le bufale).

Il problema mi sembra qui più complesso del semplice essere o meno creduloni, come pare sembrino suggerire alcuni approfondimenti.

In effetti la diffusione delle fake news è data non tanto dalla loro disponibilità, o dall’approssimazione con cui alcuni formano le proprie opinioni, quanto dall’attitudine delle persone (la gente) ad adattare la realtà ai propri istinti e/o desideri e non i propri istinti e/o desideri alla realtà.

Abbiamo bisogno di esempi? Vogliamo parlare della vicenda di questi giorni rispetto al ruolo delle ONG? Fare un discorso che abbia un capo e una coda è oramai diventato impraticabile: stavo vedendo i commenti ad un articolo su un noto giornale italiano, ed erano tutti (ma proprio tutti) schierati dalla stessa parte. Direi disinformata. Ma lì il problema non è neanche essere disinformati, è evitare a bella posta i fatti, per fumarsi il pongo fabbricato in casa che si spaccia per verità.

E che narra di complotti tra ONG e trafficanti, addirittura di un piano per destabilizzare il nostro Paese (come se non avessimo dimostrato di essere a questo capacissimi già da soli), o per ricavare mirabolanti guadagni alle spalle dei poveri contribuenti italiani.

Non so in che modo, ma sembra che sapere che anche nelle ONG si annidino degli spazi di malaffare agisca come un balsamo sull’animo dei nostri poveri concittadini, che non riescono a vedere le cose nella loro linearità e sono costretti ad immaginare arzigogoli logici, per tenere in piedi le loro assunzioni sbagliate.

Arrivano troppi migranti. Ma troppi rispetto a che? Forse ci sono troppe guerre, conflitti, persecuzioni.

E quale sarebbe il ruolo delle ONG se non di salvare quante più persone possibile?

E poi: ma se non ci fossero le ONG a raccoglierli, i migranti, dovremmo supporre che dovremmo lasciarli crepare in mare, o comunque lasciarne affogare un numero molto più grande di quello di oggi.

Ma certo, l’atteggiamento già conosciuto è di infangare qualsiasi cosa, per liberarsi (in un qualche modo distorto) la coscienza, e arrivare a considerare (e spesso senza avere il coraggio di dirlo) che in fondo chi paga 3000 euro per un passaggio su un gommone sdrucito per arrivare in Europa se l’è anche andata a cercare, e quindi tanto meglio sotto un centinaio di metri di mare, piuttosto che ad ingombrare le nostre piantagioni di pomodori per 50 centesimi a cassetta, o anche a fare il vu’cumprà sulle nostre spiaggie, per 8 euro al giorno.

Ma certo, pensare che 10/15000 euro al giorno per tenere in mare una nave di una di queste ONG siano pagati dai trafficanti libici e non tramite le donazioni di quanti forse – un pò – si preoccupano di aiutare questo mondo a essere un pò meno pessimo di quanto già non sia, deve essere quasi incredibile. Molto più improbabile dal punto di vista della “gente” che 10/15000 persone in tutta Europa donino in media 365 euro all’anno, che i mercanti di umani cedano una parte dei loro guadagni per assicurare salvezza a quanti loro – in ogni caso – getterebbero in mare.

Poi, come in tutte le cose, potranno esserci eccezioni, spazi di infamia etc., ma logica e intelligenza dovrebbero aiutare ad incasellare le cose nella prospettiva che più si avvicina alla realtà.

Ma certo, questo è uno sport che oggi non vede atleti in gara.

mattarello


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