Regressione lineare


C’è un argomento che non mi convince nella polemica sulla carenza di democrazia interna ai 5S.

Non sono diventato tutto a un tratto un estimatore di Grillo. E’ che le polemiche possono essere fatte quando si ha alle spalle una cosa a tratti in Italia sconosciuta: la credibilità.

Ora, è senz’altro vero che la scelta del “candidato premier in pectore” sia nel caso dei 5S quasi imbarazzante.

Ma questo certo (almeno questo) non è colpa di Di Maio.

Ma che dire allora delle “primarie” della Lega, di solo qualche mese fa, che ci consegnarono un altro “pezzo da novanta” quale il mai sufficientemente (auto)celebrato Salvini?

O che dire delle primarie di Forza Italia (o come diavolo si chiami ora)? Che dite? Che Berlusconi è il capo naturale? Ecco, appunto.

O addirittura, per andare alle sole primarie vere, quelle del PD. Anche omettendo di valutare il risultato, sconsolatamente prevedibile, questo era tutto quello che un grande partito di centrosinistra può offrire? Un Emiliano manco tanto convinto, un Orlando presentatosi quasi per fare piacere al “capo”, e il resto del partito silente.

E’ che dovremmo fare una riflessione più generale, sul fatto che siano prima di tutto le nostre aspettative di elettori ad essere regredite.

I vari Salvini, Di Maio, Renzi e Berlusconi non sono che il risultato di una regressione che parte dagli elettori.

Certo, l’elettore aveva le sue ragioni a dubitare della cosidetta classe dirigente (anche soprannominata classe digerente), ma da lì invece che pretendere più dettagli, di preoccuparsi di più e di seguire le vicende politiche, l’elettore medio si è accontentato di uno sguardo svogliato e superficiale, seguito da scelte azzardate se non temerarie, che come principale ragione hanno ignoranza o stanchezza.

Sì ma purtroppo, le scorciatoie non esistono, e di taglio in taglio ci stiamo attrezzando per le elezioni del prossimo anno con questo materiale politico.

Dovremmo guardare i nostri candidati premier e ammettere che ci riconosciamo in loro, ammettiamolo. Sono simili a noi con i modi evasivi di gestire realtà e regole, con i piccoli sotterfugi seguiti dalle petizioni di principio (sempre valide per gli altri), con l’incapacità di gestire qualsiasi situazione che non sia un’emergenza.

E’ triste, ma dovremmo guardare a un Salvini a un Di Maio o ai veterani Renzi e Berlusconi come simpatici cialtroni, che diffondono l’italian way of life nel mondo.

Perché a noi, non ci batte nessuno. Specialmente nel farci male da soli.

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Una Risposta to “Regressione lineare”

  1. caterina rotondi Says:

    Io non vedo”politici”da nessun lato mi giri…solo strade disastrate…giusto come tutti loro.

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