Archive for the ‘Informazione’ Category

Il pensiero ti cambia

14 marzo 2018

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Per motivi – per così dire – “professionali” sono venuto a conoscere dell’esistenza di un altro luminare della non-scienza, che pare attecchire particolarmente bene nelle nostre lande (abbastanza desolate e desolanti).

Questa perla dell’eccellenza fuffologica è il tizio di cui accludo la splendida foto che ne immortala lo sguardo profondo e intelligente. O almeno tale deve apparire a tanti.

La particolarità di questo post-scienziato (una volta esisteva il metodo scientifico, ora questo accademico dell’ignoranza ha scoperto che non vale neanche la pena di pubblicare sulle riviste a pagamento dei finti abstract), è che insegna a considerare la mente come capace di mutare il DNA.

Ma essendo questo non ancora particolarmente inquietante, giustamente scambia perle di saggezza, in cambio di introiti pubblicitari a basso rendimento.

Quindi – anche spacciandosi originariamente per biologo – si esercita anche in altri campi (e perché negarglielo, a noi che abbiamo tanto bisogno di verità).

Ah il tizio si chiama Bruce Lipton.

Consiglio di sorbirsi qualche istante di questo video, fin quando lo stomaco regge.

Io, poi, ho sempre preferito la camomilla.

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Il ramoscello d’ulivo di Erdogan

16 febbraio 2018

Certo la simbologia Turca e Italiana è assai diversa: Erdogan ha dato il nome “ramoscello d’ulivo” all’operazione militare in corso da circa un mese nel nord della Siria, contro i Curdi siriani.

Quale uso immagini Erdogan riferendosi al ramoscello d’ulivo nei confronti dei Curdi, è meglio ignorare.

Pare certo che una volta di più i Curdi siano stati scaricati dopo essere stati abbondantemente illusi dagli alleati occidentali. Complimenti.

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SDA

12 gennaio 2018

Signori, toglietevi il cappello di fronte al meglio della logistica italiana, meglio: l’interpretazione italiana del concetto di logistica.

Bene, avete finito di togliervi il cappello? Ora potete rimetterlo.

Questa Società, è uno dei player maggiori in Italia (sarà perché consegna i pacchi per Poste, chissà), puntando sulla qualità del servizio, sulla puntualità, sulla cortesia? No, sul prezzo.

Ora, per avere un prezzo di consegna tanto basso e mantenersi in piedi c’è un solo modo: non consegnare.

E in questo senso la Società suddetta è efficientissima.

Ma non dimentica il rapporto con il cliente. All’uopo mantiene anche un numero di telefono (rigorosamente a pagamento) e un account facebook (che consiglio di visitare, essendo pieno di insulti e disservizi accanto a messaggini amorosi tra dipendenti).

Il giochino è semplice: il pacco viene smistato fino alla filiale, ma la consegna non viene nemmeno tentata, la scusa usata varia ma neanche tanto (destinatario sconosciuto, indirizzo errato). Ovviamente nulla risponde a realtà.

E’ lo schema Ponzi della logistica: a quel punto la responsabilità è del cliente che è obbligato a chiamare il numero a pagamento (si badi bene, non c’è altro modo per contattare l’SDA, tranne voler inoltrare un reclamo).

Quindi: guadagno poco o niente sulla consegna (che non effettuo, perché spesso il clente è invitato ad andarsi a ritirare il pacco in giacenza nella filiale), ma arrotondo sulle chiamate al call center.

Dei geni. Da bannare.

A quando la befana per i figli dei dipendenti con i pacchi non smistati?

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Non più di una parola

8 gennaio 2018

Dal 1-1-2018 è iniziata in Italia una rivoluzione ecologica che porterà gli italiani a produrre e consumare meno plastica, a vantaggio di altri materiali più innovativi, ecologicamente sostenibili. E’ la rivoluzione dei sacchetti per l’acquisto nei supermercati di carne, pesce, frutta e altri alimenti sfusi. Naturalmente l’ecologia inizialmente ha un costo, ma il rispetto dell’ambiente […]

via LA RIVOLUZIONE ANTI-PLASTICA E LE BUFALE REAZIONARIE — il pensiero di oggi

Posto un articolo che mi sembra ben fatto sull’argomento, ma non ce ne dovrebbe essere nemmeno bisogno. Detto questo, un’osservazione ma giusto per aiutare a riflettere: la legge impone di esporre un prezzo per i sacchetti di plastica che precedentemente erano “percepiti” come gratuiti. Ma – a ben pensare – gratuiti non erano. Semplicemente entravano nei costi “di gestione” del supermercato e ricadevano sui prezzi dei prodotti. Ora, per l’appunto, essendo “non esposti” questi costi erano “occulti”. Semmai, sarebbe da accertarsi se le aziende interessate calcoleranno in maniera corretta i costi finali dei prodotti. Ma veramente, veramente, chi ha voglia di discutere per 3 centesimi? Suvvia, siamo seri. E già con questo post, ho sprecato un eccesso di CO2 per un argomento che non lo merita.

Zorro

15 maggio 2017

Se n’è andato un altro grande. Un pensatore, un giornalista, un uomo.

Una persona che potevi fermarti ad ascoltare con la certezza di cogliere un punto di vista, un’idea davvero nuova e illuminante.

Qual è il livello minimo di intelligenza con cui questo mondo può reggersi in piedi?

http://www.olivierobeha.it/inevidenza/2017/05/la-liberta-e-un-lusso-di-pochi-mi-ripeteva

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La tecnologia indeterminata

19 settembre 2016

Pensare che l’innovazione consista nel dotarsi di attrezzi nuovi per fare lo stesso lavoro, è prova che dell’innovazione non si è capito nulla.

subwaydoodles15 (proprietà: Ben Rubin)

L’articolo nerd

8 settembre 2016

Il mercato degli smartphone è molto chiaro.

Circa l’80% dei device è Android.

Io passai a Windows phone qualche anno fa, allora il sistema era alla versione 7. Poi transitai all’8 con un nuovo device, e quindi quest’anno ho effettuato l’upgrade a Win10.

Dopo il passaggio, nonostante sia rimasto molto soddisfatto del nuovo ambiente (ma il mio utilizzo del telefono è tra i più basici: telefonate, sms, whattsapp, mail e poco altro…), onestamente il device – che i suoi anni li aveva – ha cominciato a diventare sempre più lento.

Comunque, mi son detto, ripasso ad Android (un primo lo ebbi qualche anno fa), che onestamente deve essere un sistema ben più solido e con molte più funzionalità.

Quindi ho acquistato un P8 Lite, un device onesto, con l’idea di “testare” cos’è oggi lo stato dell’arte in termini di sistema.

Siamo ancora alle prime impressioni. Però certo per uno con il mio profilo (sostanzialmente a me delle App interessa abbastanza poco), sono rimasto abbastanza deluso. Il sistema funziona “il giusto”. Qualche volta il wi-fi non prende, il Pebble non si riconnette automaticamente neanche a calci, per cui tocca entrare nell’app e forzarlo, e vabbé. Molto carino è cardboard. Però oltre qualche demo e qualche giochino, per adesso non si va.

Quello che proprio non va, è l’interazione Bluetooth con l’automobile.

Ora, va bene che ci sono le auto equipaggiate con Google Car, e lì almeno spero sia tutto rose e fiori. E va bene pure che magari è colpa del P8 se “spesso” (quasi sempre) quando ricevo una chiamata la connessione bluetooth con il telefono fa a farsi benedire con conseguenti imprecazioni e atteggiamenti da fesso con una mano sul volante e l’altra sul telefonino (cit. https://diariomalfatto.wordpress.com/2016/06/20/il-dente-blu-questo-sconosciuto/)

Quello che davvero non va bene, è che non c’è modo (oddio, magari con delle App aggiuntive?), di avere una vera interazione col telefono con la voce.

C’è Google Now. Ma questo è passivo. Tu dici “Ok google”, e il comando. Ma quando arriva un SMS?

Ma non è nemmeno questo. Potrebbe essere che io non abbia trovato la configurazione, o che magari vada aggiornato il sistema, quindi può anche essere che la colpa sia mia, la funzione sia lì e io talmente zuccone da non averlo capito. No.

E’ il fatto che già su WP7 io non ho dovuto configurare o cercare niente. Era così e funzionava. Punto. (cit. https://diariomalfatto.wordpress.com/2014/12/15/passo-del-gambero/).

Ed è che – al di là di questioni tecniche/grafiche o di App varie – l’interazione in automobile è una di quelle cose che ti fa dire che la tecnologia ti è amica, e magari ti salva anche la pelle.

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Supermanzanas

7 settembre 2016

Cosa diavolo fosse una supermanzana (letteralmente: supermela), non lo sapevo fino a poche ore fa.

Ora, pare che a Barcellona si siano sollevate delle critiche alla creazione di una “supermanzana”.

Quindi, tanto per eliminare la suspense, si tratta di un’innovativa gestione del traffico all’interno di “cellule urbane”, tipicamente di 400×400 metri.

Sulla provenienza del nome, purtroppo ho solo ipotesi.

Pare che questa gestione del traffico veicolare sia stata sperimentata per prima in Sud America, sembra a partire da Cancun, dove i quartieri centrali si chiamano – per l’appunto – supermanzanas.

Ora, il termine sarà anche conosciutissimo in ambito Architetturale, ma per me suona completamente nuovo.

Credo di non essere il solo. E lo segnalo.

Certo, accanto a questo non posso fare a meno di rilevare che altrove si è abbastanza meno pressati da questioni contingenti (i.e. “la monnezza”), da riuscire a sperimentare e immaginare soluzioni diverse per la città.

Noi invece, siamo talmente “ventre a terra”, che qualsiasi tentativo di questo tipo sarebbe ridicolo e puerile.

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Fiat voluntas Google

11 maggio 2016

Il mondo automotive si sta lentamente (o non tanto lentamente) trasformando, e da business puramente manifatturiero “pesante”, nel vero senso della parola, si avvia a divenire “soffice” (che sarebbe forse la traduzione di soft, ma che richiama anche la morbidezza della panna, l’etereità della bruma).

Da società di vendita di veicoli, a società di vendita di servizi. Dove in questi servizi una parte importante ce li avranno (e in parte già ce li hanno) i dati di utilizzo.

E chi meglio delle “.com” come usa dire, per gestire dati e interazione/interfaccia col cliente? Proprio qui sta il punto.

Che ruolo si ritaglia / crede di potersi ritagliare Fiat in questo contesto?

A giudicare dalla scelta di fornire hardware ad Alphabet, perché possa essere rimarchiato come “Google”, pare nessuno.

O meglio, l’equivalente di un produttore cinese OEM per i telefonini.

Il tentantivo che stanno facendo altri è del tutto diverso, nella consapevolezza che la gestione dell’interazione con il cliente “è” il business. E che se questo viene demandato a terzi, allora si diviene meri esecutori.

Forse davvero quello è il futuro, e Marchionne è un individuo realista, talmente realista da sapere già in che modo si disegnerà il futuro.

Certamente non con Fiat (pardon, FCA), comunque.

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Autolimitati

7 febbraio 2016

Il Parlamento Europeo l’altra settimana ha innalzato i limiti delle emissioni del 200% (grossier).

Certo è uno scandalo.

Certo.

Il punto è però chiedersi per cosa sono utilizzati questi limiti, cioè sfugge specificare come verranno effettuati i test (nuovi).

Se vi ricordate, dopo lo scandalo Dieselgate, la decisione della Commissione fu di cambiare il tipo di test che prima venivano svolti in laboratorio, e portarli “per strada”.

Bene. Io non sono contrario a questa decisione, però è chiaro che dire l’una senza l’altra cosa rischia di trasmettere un messaggio sbagliato.

Al di là dei “furbetti”, infatti, i test in laboratorio assicuravano uguali condizioni al contorno, o almeno cercavano di ridurre al minimo i fattori esterni con influenza sui risultati dei test (o ancora meglio, era lecito supporre che ognuno cercasse di avere condizioni al contorno “ideali”, tali da avere i migliori risultati, ma essendo regola eguale per tutti, andava anche bene).

Quindi, lungi dall’essere falsi, i test erano fatti in condizioni “utopiche”.

E’ come dire che su una spin bike raggiungo i 45 km/h, anche se poi sull’asfalto con la mia bicicletta non riesco a superare i 30 (per dire, non prendetemi alla lettera).

Fatto questo ragionamento appare logico supporre che cambiando tutto il paradigma di valutazione e quindi protocolli, etc., anche i valori di riscontro debbano essere adattati.

E poi, il punto è: questi valori cosa indicano? Sono valori convenzionali. E’ come quando si va a comprare una lavatrice e c’è scritto che consuma 300 kW (in un anno). Chi si aspetta di consumare davvero quella quantità di energia? E’ un valore puramente convenzionale che serve però (e lì sta la sua utilità) a confrontare i diversi modelli.

La stessa cosa avviene per le auto.

Purtroppo non con le persone, pare.

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Segni, parole, significato.

Italian Matrioshka

La Russia, un'italiana e il suo cuore moscovita

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Sono tanti, vivono in mezzo a noi, ci osservano e noi osserviamo loro. da un'intuizione di Danilo Masotti

Lucy the Wombat

Sopravvissuta a un attentato a Parigi e rinata in Australia. Un blog su: disagio e cose belle, strani posti e creature, tanta meraviglia e un po' di assurdo. Con un vombato contro lo stress post-traumatico. Scrivo per me, per gli italiani in Australia e per gli umani sulla Terra.

Pensieri spelacchiati

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