Archive for the ‘Senza categoria’ Category

La natura delle cose

26 settembre 2017

Una goccia rimane di un manto di luce avvolta,

nell’acuto angolo oltre la guancia.

Terra, che dei tuoi figli fai strame

non c’è pioggia, non c’è fuoco che sia salvezza

ad un avvinto respiro che solenne rimane.

Non un fiato si stacca,

restano così appese le parole,

come ad invisibili tele di ragno

a segnare la distanza con il vento,

che l’ordinato piano di noi foglie

fa indifferente passato

di questo bosco secco.

 

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I Caproni dimenticati

12 luglio 2017

Ho fatto la maturità quasi trent’anni fa.

Allora era uso arrivare alla fine dell’ultimo anno riuscendo in maniera rocambolesca e stiracchiatissima a “coprire” il periodo della seconda guerra mondiale, fino ad Ungaretti, Montale.

Caproni no. Non pervennero in quella fase. E più tardi, a causa della mia incultura ancora lo ignorai.

Eppure era un contemporaneo, avrei potuto conoscerlo, stringergli la mano, congratularmi con lui per quello che aveva scritto, che scopro solo ora e con meraviglia.

Cose di una scintillante bellezza. Un prodigio d’uso delle parole, che vanno come tasselli a costruire una struttura perfetta, che ammiri con stupore e nient’altro.

LAMENTI (da ilfatto)

Quali lacrime calde nelle stanze?

Sui pavimenti di pietra una piaga

solenne è la memoria. E quale vaga

tromba – quale dolcezza erra di tante

stragi segrete, e nel petto propaga

l’armonioso sfacelo? No, speranze

più certe son troncate sulle stanche

bocche dei morti. E non cada, non cada

con la polvere e gli aghi nelle bocche

dei morti una parola! La ferita

inferta, non rinsalderà la notte

sulle stanze squassate: è dura vita

che non vive nell’urlo in cui altra notte

geme – in cui vive intatta un’altra vita.

 

Non so se oggi ancora si arrivi alla maturità con gli stessi programmi di trent’anni fa. Spero di no. Comunque si pone un problema che – conoscendo come si è fatti – senz’altro non sarà stato risolto.

Il punto è che tra i programmi scolastici e la contemporaneità c’è uno spazio di nessuno. No man’s land. E – almeno ai miei tempi – non era uno spazio da poco:

c’era dentro la guerra fredda, la nascita di Israele, la prima Intifada, la guerra in Corea, la fine del Franchismo, tutte cose che poi imparavi (se imparavi) più tardi, con letture, approfondimenti a smozzichi e bocconi. E comunque perdendoti (almeno io) tutto uno spazio di contemporanei scrittori, poeti, che poi ti sono sconosciuti.

Mi chiedo, ma è corretto che tanto spazio sia lasciato all’iniziativa personale, soprattutto perché si tratta di questioni che hanno per tanti versi ancora tanta presa sull’attualità?

Suggerirei di partire nell’insegnamento della Storia e della Letteratura al contrario.

Cominciando cioé dagli ultimi autori ancora in erba e dai fatti di attualità, fino a risalire le eredità (e magari guadagnando anche in coinvolgimento da parte dei ragazzi)?

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Wannacry

13 maggio 2017

Una crisi informatica senza precedenti ha colpito ieri tutto il mondo, a partire da un ransoworm (neologismo testé coniato).

La cosa particolare di questo malware (doveva accadere prima o poi) é che unisce al classico attacco ransomware tramite e-mail la capacità di diffondersi orizzontalmente nelle reti locali, sfruttando una vulnerabilità utilizzata nel passato da NSA e pubblicata di recente da wikileaks.

Se ricordate blizzard circa 15 anni fa, questo é peggio:  ieri Telefonica (in Spagna) ha chiesto ai propri dipendenti di spegnere i computer e andare a casa, per limitare gli effetti del contagio.

Sono stato nel futuro, e ho pessime notizie.

5 aprile 2017

“L’epidemia di stupidità che avvolge questo paese” (http://phastidio.net/2017/04/04/lo-stato-dellallucinazione/) ha preso sempre più forza, con lo stesso meccanismo per cui un torrente man mano che scende verso valle si gonfia sempre di più.

Nel 2018, come era facile prevedere, si ripeterà la stessa manfrina del 2013 e di cui tutti, ma proprio tutti, avevano giurato di scongiurare il ripetersi. Con una riforma costituzionale, con una legge elettorale anzi anche due, con la preghiera, il voodoo e le zampe di gallina bollite nel caffé.

Bene quindi. Anzi male. L’unica differenza sarà che le parti saranno invertite. Questa volta la maggioranza della minoranza l’avranno i 5S.

Quindi l’incarico sarà affidato loro.

Al grido “a noi il governo con noi il popolo” la loro piattaforma di accordo con altre forze per arrivare ad avere la maggioranza sarà “il popolo ha scelto, quindi votate le nostre iniziative senza pretendere nulla in cambio”.

Bersani commenterà “hanno ragione loro, dobbiamo votarli e non chiedere nulla in cambio”. Ma sarà il primo tentativo di eutanasia del non consenziente da parte di D’Alema, sempre memore dell’adagio del nonno “dove non c’è guadagno la remissione è certa”.

Al fallimento del tentativo di Di Maio, i 5S bloccheranno il Parlamento, mentre un Renzi affasciato da mummia e una mummia di nome Berlusconi proveranno a convincere un certo numero di schegge elettorali impazzite a rifare il pentapartito di andreottiana memoria.

Nell’occasione della resistenza del parlamento (che sarà ricordata come le 5 giornate di andreotti) un busto del Divo sarà eretto all’entrata della Bouvette.

Dopo diversi mesi di tentativi falliti, proteste di piazza, richieste di uscire dall’Euro, di scendere dal mondo, di uscire da questa galassia, ci ritroveremo davvero ad un passo dall’uscita con i rendimenti dei nostri titoli schizzati al 15% e i conti pubblici fuori controllo. L’inizio della fine sarà dato dall’impossibilità di pagare le tredicesime agli statali. I centri commerciali chiuderanno come le mosche.

La ggente (specialmente gli statali) scenderà per le strade con i forconi (ci sarà un’impennata nelle vendite di questo utile strumento) gridando “abbasso le scie chimiche, viva grillo, viva di maio, a morte gli sfruttatori”.

A quel punto il colpo di stato sarà ad un passo, ma non si troverà nessuno disposto a farlo, perché anche i militari – essendo statali pure loro – saranno scesi in piazza con gli altri.

La soluzione sarà presto trovata: Salvini – battendo una moneta padana autoctona (il goldone di fango) – pagherà un esercito privato che in breve prenderà il controllo della pedemontana e si proclamerà imperatore del Nord-Nord/Est.

Grillo a quel punto, al comando di un manipolo di eroi pollicultori (come Di Maio), prenderà il controllo del centro, proclamando il Regno di Fanculonia (no, non il centro d’Italia, proprio il centro di Roma, tra Via XX Settembre e Via del Tritone). Tra i primi provvedimenti, sarà sancità l’abolizione della povertà, della malattia e dei geloni ai piedi. Immediatamente dopo sarà dichiarato passibile di morte per lapidazione chiunque metta in dubbio l’efficacia delle misure “del popolo per il popolo con il popolo”. Saranno quindi istituite delle feste di piazza gioiose per procedere alle numerose esecuzioni dei “non-poveri”, “non-malati” e dei “non-portatori-di-geloni-ai-piedi”.

Per ultimo, tutti i dotati di un QI maggiore di 21 saranno banditi e costretti a fuggire per aver salva la vita.

Intanto i mutui stipulati in euro saranno pagati in pizze di fango, ma alcune banche avranno l’ardire di storcere il naso. Quindi queste saranno nazionalizzate, e il controllo della Banca di Fanculonia sarà posto sotto l’egida del sito web della Casaleggio. Che nel frattempo non avrà pagato per il Dominio e a quell’indirizzo si troverà quindi un sito di scommesse on-line.

Ovviamente si desumerà che Bilderberg avrà preso il controllo dell’ICANN.

Sarà proclamato un Referendum consultivo sulla permanenza in Europa. Peccato che nel frattempo dell’Europa il Regno di Fanculonia e l’Impero del Nord-Nord/Est già non ne faranno più parte. In mancanza si deciderà – in seguito all’esito positivo – di staccare le Alpi dal continente tramite la costruzione di un immenso canale.

Rimarrà solo una zona del Frusinate, dove saranno fuggite tutte le mummie post rivoluzionarie a perpeturare i fasti (o nefasti) degli ultimi periodi dell’Italia unita. Renzi e Berlusconi, saranno tumulati insieme nel cimitero di Anagni ad imperitura memoria.

D’Alema presenzierà, anch’egli più mummificato di chiunque altro.

 

 

E la sera viene già

29 novembre 2016

E già la sera viene

e il bosco buio dimentica i colori.

La sera viene già

e solo la luna definisce sagome bluastre

e un silenzio sofferente avanza.

Viene già la sera

e non c’è valico o argine

che una meccanica celeste

inesorabilmente scalza.

La sera già viene

e stilla dubbi

e soffoca ardori

e lenisce dolori.

La sera avanza e fa da ancella

al buio della notte,

che rincorre la luce del giorno

che eternamente sfugge,

in un gioco infinito.

Ma non per noi.

 

 

La Poesia muta

23 novembre 2016

C’è una persona che seguo su wordpress, che pubblica foto di edifici abbandonati. Specialmente di fabbriche, ma non solo (https://pigeoneyes.wordpress.com/).

Vi invito a guardare le sue foto prima di tutto perché sono molto belle.

Però non finisce tutto lì, nella bellezza.

Le foto di siti abbandonati sono struggenti. Perché, come accade per i resti delle persone che hanno vissuto, così avviene anche per le comunità. Comunità che hanno pregato magari, o hanno prodotto, o magari si sono divertite.

E i lasciti sono vecchie mura scalcinate, rovine, abbandono.

Dove c’era tanta vita, il silenzio e la morte tornano ad insegnarci che di eterno, nelle vicende umane, non esiste nulla. Anche quando non si tratta di vicende personali – ché quelle sono caduche per Natura – ma di vicende sociali, che “dovrebbero” essere un pò più durature.

Ma solo in apparenza, anche lì esistono i cicli, l’entusiasmo degli inizi, poi la maturità e poi la morte, talvolta improvvisa e inspiegabile, altre volte come un debito con il futuro, lento e inesorabile. Si immaginano le vicende personali sottostanti. Il direttore di stabilimento che avrà fatto del suo meglio per salvare la produzione, il custode rimasto a vegliare sul nulla. I poveri cristi che avranno passato una vita dentro l’azienda, e che non sapevano far null’altro che quello che gli era stato insegnato. O gli ultimi giorni, convulsi, con le voci ricorrenti, le lotte. E poi il silenzio. E dopo le bande di razziatori, a dividersi le spoglie. Ma è sempre vita. E poi la fine anche di quello.

Solo il bernoccolo di alcuni armati solo di macchina fotografica, a fare Poesia, senza scrivere un rigo.

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Il gioco dell’oca

17 novembre 2016

La differenza tra chi si occupa di politica e il Politico, è la visione.

No, non crediate che io sia un ingenuo.

Faccio un esempio, così cerco di farmi capire. Bettino Craxi è stato un personaggio fortemente esecrato, e che io – personalmente – ho sempre considerato origine di un allegro andazzo che ancora perdura.

Ma non l’ho mai considerato un delinquente, come molti hanno fatto.

Perché Craxi aveva dalla sua una visione Politica di quello che voleva ottenere. E anche le malversazioni, di questo disegno Politico facevano parte.

Ovvio che per me quel disegno era sbagliato, ed erano comunque sbagliati i mezzi. Ma questo è un altro discorso.

Veniamo all’oggi, e vediamo di non fare confusione.

Renzi potrà anche non piacere, ma è l’unico con una visione, pare.

O meglio, è l’unico con una certa dose di potere, ad avere una visione.

E Renzi è a un passo dall’essere mandato a casa.

Festeggeranno vittoriosi il 5 Dicembre i vari Bersani, Brunetta, e compagnia cantante.

Una notte di festa e bagordi. E poi? Già Bersani mette le mani avanti “Renzi deve restare”.

Ma non resterà. Già il suo primo errore è stato prendere la guida del governo, senza un passaggio elettorale. I risultati sono quelli di questi giorni.

Ha dovuto mediare troppo, e le eccessive mediazioni tendono a far scadere la qualità di quello che si fa. E poi ha inteso personalizzare troppo lo scontro. Ma lui è abituato a fare gambling così, dall’inizio (puntando sempre il doppio di quanto perdeva).

E non sto dicendo che sia un modo di fare estremamente furbo. E’ lo stesso metodo che sta utilizzando con le “riforme” economiche. Rilancia ad ogni “giro” sperando nel colpaccio. Sempre che il banco non dica “rien ne va plus”.

Comunque – con tutti i suoi limiti – un obiettivo lui ce l’ha, politicamente parlando.

Gli altri non pare. La sinistra del suo partito si è ridotta a fare l’opposizione al governo del suo stesso partito. E ha fatto una campagna irresponsabile non tanto per i mezzi (in politica quasi tutto è giustificato dal fine), ma proprio per l’assenza di un fine che non sia scalzare Renzi.

E il giorno dopo, che fanno? Pensano di riprendersi il partito? Si accomodino se lo credono possibile. Oppure andranno alle elezioni con Renzi ancora segretario? Allora automaticamente dovranno fondarsi un altro partitino, con buona pace della “ditta”.

O Berlusconi, che pensa di fare? Un altro governicchio? O anche lui non si ritroverà a dover gestire una campagna elettorale dovendo consegnare di fatto la coalizione a Salvini?

A Grillo? Sì, Grillo può sperare di ottenere (avendo vinto il no), un bel en-plein. Auguri all’Italia, in quel caso. E se no? E se no prenderà una bella vittoria al parlamento col tanto “odiato” Italicum, ma dovrà acconciarsi ad un Senato eletto con il “porcellum monco”. Auguri.

E poi diciamocelo, il NO ha dentro due ragioni, tutte e due legittime: il continuismo (va tutto bene così, non c’è bisogno di cambiare nulla), e il migliorismo (questa riforma andava fatta diversamente/meglio, etc.).

E chi decide qual è la linea che la “gente” avrà dato?

Saranno autorizzate tutte le interpretazioni. Il NO potrà essere legittimamente visto dai politici come stanchezza della gente per tutti questi cambiamenti “tecnici”, e come un via libera a lasciare tutto com’è, anzi, a tornare indietro. Vedrete che appena dopo la vittoria ricominceranno a parlare di proporzionale.

Facendo così come nel gioco dell’oca: vai alla casella 1 e ricomincia, da zero.

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Dei criteri di scelta del personale politico (ed altre quisquilie così, un pò da sfigati)

9 novembre 2016

C’è una cosa in maniera particolare che mi dà fastidio nelle modalità di rapportarsi alla politica dei Grillini, ed è lo strabismo.

Dei problemi, si vede solo la parte di responsabilità dei politici, dimenticando tutto il resto.

Ed un’altra: l’idea che per fare il Politico, non serva avere alcuna preparazione. Il politico bon homme per così dire.

L’abbiamo visto. Anche perché nel criterio assai prossimo al caso, per la selezione dei candidati in auge nel “Movimento”, può capitare di trovare anche persone in gamba.

Può capitare. Ma bisogna proprio essere fortunati.

Perché il punto è tutto lì: il politico lo può fare chiunque. E questo ci sta, figuriamoci. Ma in quel chiunque si intende “senza avere una cazzo di conoscenza specifica”.

Che poi, è quello che in fondo – senza dichiararlo – praticava già il Berlusconi della prima ora. E già mi sembra l’esperimento non avesse sortito grossi risultati.

O quello che incarna, oggi, il Trump appena asceso (God bless us) alla stanza ovale, la “stanza dei bottoni” più potente al mondo.

Un commento: l’Americano medio deve essere ben incazzato, per farsi andare bene Trump.

“Andare a fari spenti nella notte, per vedere se è davvero tanto facile…” etc.

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Scusate, tocca di nuovo ai vaccini…

28 luglio 2016

Ribloggo da Barney. Tanto bisognerà tornarci, non ho speranze, ma almeno lui è chiaro e informato.
Che poi il punto è la difficoltà di capire che c’è sì un rischio a fare i vaccini, esattamente come ad andare in aereo. Ma non per questo uno smette di andare in aereo (forse). E c’è un altro aspetto, più schifoso.
Forse qualcuno non capisce. Qualcun altro capisce perfettamente che finché il numero di quelli che non si vaccinano è abbastanza basso questi sono comunque protetti “dal gregge”. Cioé prendersi i vantaggi della vaccinazione senza nemmeno assumersene i (minimi) rischi. Che esistono come per qualsiasi altro medicinale. Anzi direi meglio, per qualsiasi cosa della vita.

BarneyPanofsky

No, perche’ stasera m’e’ cascato davvero per caso l’occhio su SuperQuark (cosi’ ho scoperto che esiste ancora, e che Piero Angela sta messo malino…), mentre si parlava di quello. E si ribadiva che i vaccini sono tra i farmaci piu’ sicuri che esistono in giro.

Il medico intervistato snocciolava dati, e per far capire il rapporto costi-benefici tra vaccinarsi e non vaccinarsi ricordava come il morbillo (che gli antivaccinisti sbertucciano come una malattia ridicola, da bimbi) porti statisticamente ad encefaliti gravi in un caso su un migliaio, e alla morte in un caso su diecimila. Di contro, la letteratura -sterminata- dei fantomatici danni causati dal vaccino antimorbillo riporta un caso di encefalite ogni milione. Il rapporto e’ a favore del vaccino, come ogni essere piu’ senziente di un macaco puo’ comprendere. Per adeguarsi al livello scientifico dell’audience, il giornalista ha osato la seguente metafora: “un po’ come le…

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Il caso Blu a Bologna: street art, proteste, musei. Chi ha ragione?

13 giugno 2016

Quando un’opera d’arte smette di “essere del” suo autore, e comincia ad “essere dal” suo autore?
A me, che se ne dibatta sembra già un obiettivo di per sé, già abbastanza elevato da non sfiorare queste nostre vite miserabili fatte di brutture morali e pattume per le strade.

D I S . A M B . I G U A N D O

MURALE_BLU_CANCELLATO

È ancora aperta a Palazzo Pepoli a Bologna, fino al 26 giugno, la mostra Street Art – Banksy & Co., prodotta da Genus Bononiae e Arthemisia Group, una mostra che aveva indotto l’artista Blu, nel marzo scorso, a reagire per protesta cancellando con vernice grigia molti suoi graffiti sparsi per la città. Pubblico qui l’approfondimento più chiaro, equlibrato e completo che io abbia letto sul caso “Blu vs. curatori della mostra”, scritto da Luigi Bonfante sul suo blog personale, un approfondimento che ci permette una riflessione più ampia sul

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Tratto d'unione

Ma cosa c'è dentro un libro? Di solito ci sono delle parole che, se fossero messe tutte in fila su una riga sola, questa riga sarebbe lunga chilometri e per leggerla bisognerebbe camminare molto. (Bruno Munari)

caterinarotondi

Se non combatti per costruire la tua vita non ti rimarrà niente

Chezliza

" Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere."

Uno di Troppo

"Poesie & Pensieri" - Uno Nessuno Cento Me

'mypersonalspoonriverblog®

Amore è uno sguardo dentro un altro sguardo che non riesce più a mentire

donutopenthisblog.wordpress.com/

di Giulia Sole Curatola

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