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Piove, opposizione ladra

5 settembre 2017

Venerdì scorso a Roma è successa questa cosa strana, che poi si è ripetuta anche il giorno dopo: cadeva acqua dal cielo…

Mi hanno detto che si chiama pioggia e che normalmente accade anche spesso, io francamente ne avevo dimenticato l’esistenza.

Comunque, ha piovuto, e quindi ACEA (la società comunale che si occupa di distribuzione idrica a Roma) ha revocato le misure di diminuzione del consumo idrico, che erano state prospettate sin dalla fine di Luglio e poi via via rimandate fino, per l’appunto a questa settimana.

Tutto risolto, quindi? Ma certo.

Poco importa se di anno in anno la soglia di attenzione si sposta un pelino più in basso, mandandoci prima o poi a sbattere, come quasi è avvenuto quest’anno.

La tendenza alla riduzione delle risorse idriche non sembrerebbe essere ciclica, ma associata a riduzione sistematica delle precipitazioni (e associabile con il tendenziale aumento delle temperature medie).

Se di questo si tratta, il problema dell’acqua dovrebbe essere il problema numero uno per la città di Roma, addirittura prima del disastro (largamente annunciato) di ATAC.

Invece no. L’ultimo post su facebook del Sindaco è del 20 Agosto.

Ben fatto, per carità. Equilibrato e preciso.

Sta di fatto che dopo quella data e una volta ricevuta la soluzione sotto forma di pioggia alla fase di crisi acuta, pare che il problema sia uscito dal radar dell’attuale amministrazione.

Vedremo, c’è tempo per ricredersi. Si approssima l’autunno e sicuramente sarà un periodo in cui non bisognerebbe aspettarsi altre crisi come quella appena passata, ma sono anche i mesi in cui si capisce l’andamento e si programmano (auspicabilmente) gli interventi necessari per la prossima stagione secca.

Sta di fatto che quest’anno l’appuntamento è stato rovinosamente “bucato”.

Dovremmo – come italiani – esserci abituati a questa cialtroneria e mancanza di pianificazione, che evidentemente non è un problema solo della città di Roma, o solo della Sindacatura attuale.

Ma la verità è che sono un pò stanco di folle tanto vocianti quanto attivamente disinformate, di imbonitori mai capaci di settare il proprio calendario non sui passati sei mesi, quanto sui prossimi trent’anni.

Ma tutto si tiene, probabilmente i nostri politici non sentirebbero la necessità di una interlocuzione più che giornaliera su twitter, se gli elettori non si aspettassero più risposte a bisogni immediati che una visione del futuro.

Pare che invece l’abitudine sia più rivolta al proprio ombelico, tendendo al pianto disperato quando la realtà esterna avvilisce le nostre speranze fondate sulle nostre legittime (e ci mancherebbe) aspirazioni, ma su poco altro.

Ma magari anche il pianto potrà fare brodo, quando si tratterà della prossima estate, a Roma.

E speriamo di sbagliarci.

homero[5]

 

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Sulla via di Bracciano, mi persi 8000 litri. Di quello buono.

27 luglio 2017

ACEA pensa di interrompere il servizio di erogazione dell’acqua potabile a Roma in turni da 8 ore, per consentire di assorbire il mancato apporto dell’acqua proveniente dal Lago di Bracciano.

Si è visto e sentito molto, su questo punto. E credo ci siano alcuni dati che non “tornano”.

Ma certo, noi siamo abituati a badare alla sostanza, no?

Leggo quest’articolo:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/07/23/news/roma_acqua_razionata_e_turni_di_otto_ore_citta_divisa_in_due-171450598/

che è breve, ma nella sua brevità offre alcuni spunti di riflessione:

“Acea, prevede turni di stop di otto ore consecutive e la divisione della città in due quadranti da almeno 1,5 milioni di residenti; l’acqua sarà erogata a turno a ciascun quadrante e quindi ogni 24 ore un romano su due rimarrà senza acqua, in totale, per sedici ore.”

aggiungerei: a giorni alterni. Ma transeat.

“A giugno Acea ha prelevato 1400 litri al secondo e a luglio 1.100 … Le altre fonti, a causa della siccità, riescono a coprire la metà del fabbisogno della città, che supera i 18mila litri al secondo”

E qui i conti (anche se concordano con Acea…) non tornano.

ACEA continua a ripetere che in caso di stop a Bracciano, mancherebbe circa il 50% dell’apporto idrico. E l’articolo sembra essere un meccanico copia&incolla di questa posizione.

Ma i dati (qui riportati, peraltro), dicono altro.

A casa mia 1400 l/s su 18000 sono circa l’8%, peggio mi sento per i 1100 l/s che rappresenterebbero circa il 6%.

Non mi sembra di chiedere troppo, se non di verificare le cifre che si mettono nel proprio pezzo, prima di farne discendere come in un sillogismo le decisioni di ACEA.

Andrebbe anzi rimarcato come o da Bracciano si captano ben più dei 1100 l/s dichiarati, o il consumo di Roma è inferiore (e di molto) ai 18000 l/s, o ancora ci sono altri motivi (al momento ignoti) che consigliano la riduzione del consumo idrico giornaliero, motivi che – magari anche sensati – non hanno nulla a che vedere con Bracciano.

Una postilla (ma breve) sulla Raggi, cui non si può negare la dote della coerenza: la Raggi è talmente coerente che dice oggi delle cose (da Sindaco), come le avrebbe dette ieri (dall’opposizione). Bene la coerenza, anche se non si è capito chi dovrebbe assumere delle decisioni (a questo punto urgenti) nella sua visione del mondo.

Ah sì: la “cabina di regia”. Ma i 5S non erano quelli “diversi”?

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