Posts Tagged ‘raggi’

Firma volontà

31 marzo 2017

Ho letto quest’articolo (di interesse locale, direi) sul consigliere Onorato.

Il Consigliere non lo conosco, però a giudicare dall’intervista, sembra dire cose di buon senso.

https://www.romadailynews.it/politica/onorato-marchini-firme-raggi-sto-ricevendo-insulti-sessisti-0306829

Normalmente preferisco commentare le azioni (o le inazioni) politiche della Raggi.

E da questo punto di vista, mi pare che uno dei (pochi) punti fermi che fin qui si sono visti, sia una strenua difesa dell’as-is.

Tutto l’opposto – penso – rispetto al motivo per cui la maggior parte dei Romani l’hanno votata.

Detto ciò.

Un commento su questa storia delle firme va comunque fatta.

Tutti sappiamo (o dovremmo sapere) che le regole per la presentazione delle liste sono farraginose se non criminogene.

E ne fanno le spese tutti quelli che con metodi più o meno raccogliticci devono sottoporsi a queste forche caudine.

Quello che è veramente inaccettabile è il persistere a voler leggere in maniera totalmente diversa lo stesso atto (poniamo un’irregolarità formale nel modulo di raccolta) se fatto da un altro partito e se fatto dal MoVimento, o anche se fatto da una componente del MoVimento non allineata (allineata a chi? a cosa? pare che l’unica regola “vera” sia non stare sul culo di Grillo).

Che risponde alla stessa logica per cui in Parlamento i membri 5S fanno ostinatamente riferimento ai loro emendamenti, alle loro proposte, alle loro iniziative, come le uniche legittime e tutti gli altri ladri farabutti delinquenti.

Che è ad un tempo pericoloso e arrogante.

Ma spiega perfettamente perché i 5S siano predisposti a vedere complotti dappertutto, e perché non possano accettare alcuna mediazione.

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Il genere che preferisco

24 marzo 2017

Si parla del genere femminile applicato alle cariche pubbliche.

Ho visto molte opinioni, molte questioni di buon senso, ma non quella che a me sembra dirimente.

Si parla di genere, prima di tutto. Quando l’aspirazione di chi assume cariche tanto importanti dovrebbe essere quella di perdere il proprio genere, per rappresentare l’istituzione.

Io sono sempre convinto che la maggior parte di chi si occupa della cosa pubblica abbia intenzione di fare del bene: you can say I’m a dreamer, etc.

Da questo deriva – almeno per me – che il ruolo istituzionale dovrebbe far dimenticare chi si era “prima” o “accanto”. Uomo, donna, di qualsiasi schieramento.

Il punto è che fare troppa allusione al genere, nasconda una non piena comprensione del ruolo che ci si assume.

La differenza tra fare qualcosa e pubblicare su FB di averlo fatto.

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Lettera di un ex al Sindaco attuale

5 settembre 2016

Vs. Eccellenza Illustrissimo Sindaco,

purtroppo la mia condizione attuale mi impedisce una profferta di assistenza più attiva, ma ugualmente mi preme elargire qualche consiglio, senza infingimenti circa la loro natura.

Mi pregio di esser stato anch’io Sindaco di questa città, invero ultimamente di un lucore appannato, ma sempre usbergo di imperi e tremende spinte umane, di idee, di popolo di sentimenti belli e alti.

Per tanto ritengo di poterVi offrire qualche utile suggerimento per il prosieguo della Vs. speriamo fruttuosa attività.

Premetto che – certo – la città aveva arsura di cambiamento, e tale arsura potrebbe essere soddisfatta almeno per la novità del Vostro partito. Questo è un bene, perché siete giunta alla città quando ogni capacità di ulteriore sopportazione sembrava smarrita.

Non però dovreste limitare la Vostra azione al cambiamento come fine di per sé stesso.

Avete una grande occasione, ma di più ancora l’occasione è per un risveglio della città (ma qui si intende della cittadinanza) dal torpore che oramai da troppo la avvolge come un sudario (se Ella mi consente il motto scontato).

Alcuno dice che quel periodo delle mie consiliature fu un periodo memorabile, per la Città. Io questo ho difficoltà a dirlo con certezza. Certo il tentativo di lasciare traccia del nostro passaggio fu grande, ma questo avviene sempre e per chiunque venga onorato della fiducia di tanti concittadini.

Mi si consenta di dire che anche allora, ché tanti anni son passati, di facile non fu nulla. E le bassezze, e le differenti opinioni, anche tra i più vicini, anche tra i sodali di partito, certo non mancarono.

Ecco, io se posso consentirmi l’ardire, baderei alla sostanza e alle forme, con la stessa strenua forza caratteristica della Vostra giovine età.

Voi adesso rappresentate la Città, e con essa la Cittadinanza tutta.

Anche coloro che non hanno ritenuto di appoggiarvi in occasione degli scrutinii, pure sono da Voi rappresentati. Tenetelo a mente, ché come un sol uomo (o una sol donna, se lo preferite), Voi state innanzi al resto del mondo. Ogni Vostra azione è un’azione di Roma, tutta.

Vorrei essere più parco, in questo frangente. Mi preme tuttavia rappresentare che ho avuto modo di intravvederVi in alcuni dagherrotipi, in atteggiamenti familiari e talvolta intimi, che sono senz’altro indice di una tenera innocenza, ma si adattano poco all’altissimo ruolo che Vi siete scelta di rappresentare.

Un’altra cosa: le calde lagrime che avete versato.

Come potrei non apprezzare una tale purezza?

Pure, dovreste incutere rispetto e – perché non ammetterlo? – timore, in quanti Vi si presentino quale Primo Cittadino della Capitale dell’Italia unita.

Tanti eroi hanno dato la loro vita per consentire la libertà che al popolo sovrano offre la responsabilità nella scelta del Vostro scranno.

Tanti hanno versato il proprio sangue, pur rimanendo sconosciuti ai più.

Quel fremito di vita e di altissimi ideali ancora alberga nell’Aula Senatoriale.

Io stesso, sono stato preso da uno struggente impeto d’ansia, la prima volta che Vi entrai.

Col tempo, quella coscienza dell’eredità che ci toccava raccogliere, fu di sprone ma non per me solo, noi tutti di qualsiasi parte fossimo, fummo catturati a più alti ideali da quell’atmosfera.

Sono certo che lo stesso sarà possibile per Voi, sempre che accettiate di essere un’occasione ma non per una parte sola, ma per il bene di tutta la Città.

Ché, anche se non potrà apparirVi, sempre di idee e ideali bramano i nostri concittadini, e – in assenza – ogni coscienza civile illanguidisce e tutto permea del vuoto e dell’inutilità, della quale ben io potrei – ora – parlarVi. Ma non Voi cui la giovinezza, la fortuna e l’intelligenza delle menti devono far pulsare il sangue nelle vene, con la forza e con la temerarietà che più si addice ad un condottiero, che non ad notaio dell’altrui debolezze.

Vs. E. Nathan

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Il nulla democratico

16 giugno 2016

– Virginia, stasera pizza o gelato?

– Chiederò ai Cittadini

Credo che a decenni di nulla di fatto, ne seguiranno cinque di fatto di nulla.

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