Posts Tagged ‘Russia’

La trampa

30 aprile 2017

Trump è un oggetto politico paradossale.

Oggi si svolge una delle trasformazioni più sorprendenti di questo imbonitore di spazzole prestato alla Politica.

Da sovranista inveterato, convinto del dover “dismettere” le responsabilità di “protettore del mondo” degli Stati Uniti, a fautore di una politica estera azzardata quanto si vuole ma estremamente attiva (proprio per compensare la mala parata interna, potrebbero pensare le malelingue).

Da filoputinista a difensore degli interessi regionali nel medio oriente, e specificamente in ruolo anti-putin.

E nello scacchiere internazionale il dubbio è: qual è il vero obiettivo (sempre che ci sia, ma diamine stiamo sempre parlando degli Stati Uniti, anche se con ciuffo ribelle e ketchup) della politica di Trump?

Perché diciamocelo, Obama per quanto apprezzabile probabilmente non è riuscito in politica estera in otto anni a dare un senso compiuto alle proprie azioni, o almeno non a darlo in maniera duratura e visibile.

Io ho tutta una serie di dubbi che l’obiettivo sia davvero la Corea del Nord, che mi sembra più un modo per (con tutto che certe azioni politiche, specialmente tanto spregiudicate si sa come iniziano e non si sa come finiscano) far sì che “nuora intenda” piuttosto che suocera si faccia davvero edotta.

La mia impressione è che con la Corea del Nord, l’obiettivo sia più la Cina.

E che in Siria abbia voluto “battere un colpo”, sia per motivi legati agli equilibri politici interni, sia perché effettivamente il ruolo degli Stati Uniti oramai in Siria era decisamente appannato (stretto tra Iran, Russia e Turchia).

Oggi in Siria ho l’impressione che nessuno abbia fretta di togliere dallo scenario l’ISIS. Una Siria senza ISIS infatti vorrebbe dire un ritorno di Assad o un processo di Pace in cui gli oppositori dovrebbero avere un ruolo, e oggi nessuno è disponibile a lasciare alla parte avversa alcuna chance. Temo che ISIS verrà perciò tenuto in coma profondo, facendo sì che la guerra duri ancora parecchio a lungo.

E la bomba da 10 tonnellate? Ehi, ma si tratta pur sempre di un venditore di spazzole capitato nella stanza di bottoni, un po’ di sano divertimento glielo concederemo?

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Confine di terre

4 marzo 2014

“Il toponimo Ucraina deriva dallo Slavo Antico Orientale ukraina, formato da u cioè “vicino, presso” e la radice slava kraj, cioè “territorio”. Pertanto, ukraina significa “al margine”, “o confinante”. In ucraino krajina significa semplicemente “paese, terra”.”
Fonte: Wikipedia

Se si tenta di leggere gli avvenimenti dell’Ucraina di questi mesi cercando di dimenticare i morti, le ingiustizie, i soprusi; anche se all’apparenza la Russia appare vincitrice in questa fase, bisogna riconoscere che in realtà, anche se con i metodi più connaturati ad un Paese oligarchico, sta semplicemente salvando il salvabile.
Bisogna riconoscere che l’Ucraina è una spina nel fianco per la Russia, e che una situazione caratterizzata da un governo debole e instabile fosse il meglio che si poteva desiderare.
Intendo, il meglio che si poteva desiderare tenendo conto della presenza di una forte presenza pro-europea, o meglio anti-russa.
Il fatto che Putin si sia visto costretto ad impegnarsi per occupare la Crimea vuol solo dire che sia stato il primo a muovere. Ma un’azione come quella iniziata da Putin, può avere uno sbocco positivo per Putin solo se si conclude con la conquista di tutta l’Ucraina. Un’incorporazione della Crimea e di qualche altro brandello di territorio all’interno della Russia, significherebbe infatti avere alle porte (al confine, appunto) non uno stato debole e combattuto tra le spinte pro e avverse alla Russia, ma uno stato in prospettiva forte perché coeso e tutto contro, la Russia.
Credo che Putin al momento abbia due opzioni:
1) controllare la situazione da una posizione di forza e cercare un accordo il più possibile vantaggioso per lui e per i suoi sostenitori, però mantenendo l’integrità territoriale dell’Ucraina
2) fare un colpo di mano e occupare tutta l’Ucraina, preparandosi a gestire un’altra Cecenia.

Ora, va bene che Putin è Putin, ma non credo di vedere reali alternative per la Russia.
Salvo ridere delle proprie scarse opzioni, al confronto con le opzioni nulle degli Stati Uniti, con l’Europa – ma che strano – ferma a guardare.


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