Dati da fare

11 luglio 2018

L’irrilevanza dei dati per i nostri concittadini non nasce oggi.

Di recente un collega che si è trasferito a vivere in Germania mi diceva di come stesse reimparando (o imparando) a guardare la televisione.

Lì, mi raccontava, è normale assistere a trasmissioni di approfondimento che – senza toni scandalistici – informano i cittadini illustrando i dati di base di un tema.

Questo non vuol dire che quei dati poi ognuno (ogni parte politica) non li legga in un modo diverso.

Però pare ci sia un’abitudine a dare per scontato che i cittadini condividano con i politici una base di dati comuni.

Non voglio dire che in Germania siano MIGLIORI di noi.

Tante soluzioni sono anche il risultato di una serie di usi sociali magari anche casuali.

Però mi sembra un approccio vantaggioso.

Oggi leggevo un post di Barney (https://wordpress.com/read/feeds/2102411/posts/1918730863)) che cita a sua volta un articolo del Corriere (https://www.corriere.it/opinioni/18_luglio_09/forza-numerisull-emergenza-migranti-576ebeec-82e0-11e8-8c19-eee67e3476a0.shtml), che si rifà ad uno studio americano pubblicato in inglese, ma con riferimento principale Alesina. La realtà è complicata. Vero.

Il punto qui è l’osservazione (ricavabile dallo studio comparato, ma anche più prosaicamente da una passeggiata in una strada di Roma), che l’opinione che le persone “mediamente” si formano è basata su percezioni errate, informazioni distorte, dati mancanti o controintuitivi.

Qui non sto facendo il “solito discorso” sui migranti.

No. Qui faccio un discorso più ampio sul fatto che manchi una base di dati comuni dai quali partire.

Non è che se Renzi (faccio apposta a prendere ad esempio un esponente delle “passate amministrazioni”, così magari passa meglio il concetto), dice che il tasso disoccupazione si è abbassato in ragione del jobs act c’è una comprensione di base di cosa stiamo parlando tanto da far sobbalzare sulla sedia l’ascoltatore, a dire: le cose sono un pò più complicate di così.

No, il punto è che il cittadino è normalmente disinformato e questo senz’altro a causa di un proprio attivo disinteresse, ma anche per una carenza di spazi di informazione.

Forse il mercato informativo italiano li rifiuta e quindi non vengono prodotti, e questo è più che probabile, ma le istituzioni pubbliche si sono nel tempo a questo acconciate.

Le macerie culturali tra cui ci aggiriamo oggi, e in cui un Grillo o un Salvini sguazzano come a casa loro, non sono conseguenza di un’improvvisa ecatombe o di una bomba esplosa a Dicembre del 2016. Eh no.

E Renzi è stato solo l’ultimo arrivato di una sinistra che – a partire dal benaltrismo dello statista D’Alema – nei periodi in cui è stata nella “stanza dei bottoni” di questo non si è occupata se non per avallare un continuismo letargico, che non è una buona premessa per una Società che deve competere con i tempi e i modi del ventunesimo secolo.

Ma certo, c’è qualcuno che nega anche questo. Che si debba competere, intendo. Quelli della decrescita felice.

Una volta per tutte, la decrescita – felice o infelice che sia – è un discorso filosoficamente serio, logicamente inappuntabile, magari utopico ma questo è un dettaglio.

A patto di essere totalmente onesti su quello che significa.

Quello che veramente non sopporto sono i discorsi da “decrescita felice”, associati alla indipendenza masochista nell’elevare la spesa interna. I melmosi discorsi sui padroni dello spread, con la necessità di elevare il benessere dei cittadini.

Quello che – legittimamente – propugna la decrescita felice è che l’uomo dovrebbe acconciarsi ad una vita più semplice e meno orpelli della modernità.

Che sia quanto hanno in mente quanti reclamano la propria ganzissima unicità autarchica, o che abbiano una qualche idea che questa implica quella, avrei qualche dubbio.

Vedremo se fondato o no, temo nel breve.

Consiglio del giorno: forcone sempre oliato, potrebbe risultare utile.

forcone-2-2

 

 

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Il suo nome è leggenda — natangelo

11 luglio 2018

Il suo nome è leggenda – da Il Fatto Quotidiano #toninelli #naufragidistato #apriamoiporti #restiamoumani #natangelo

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Prontuario nautico — natangelo

11 luglio 2018

Prontuario nautico per il ministro Danilo Toninelli #toninelli #incrociatore #nautica #yachtclub #natangelo

via Prontuario nautico — natangelo

Endogenesi del male

4 luglio 2018

Il brutto si riproduce. E’ proprio come nelle storie dell’orrore: alcune cose sono innominabili, perché a citarle le si richiama alla vita, gli si dà respiro.

Quello che sentivo in maniera confusa qualche tempo fa con tutt’altro (ma solo apparentemente) obiettivo (ricordo che non postai foto di una riserva vicino casa devastata dall’immondizia e dagli incendi, precisamente perché dicevo “il brutto non va mostrato, neanche a mò d’esempio”), mi torna indietro moltiplicato cento.

Vivo i commenti che leggo ovunque – intrisi di cattiveria, ignoranza, egoismo – come sassate in pieno petto. La lapidazione dell’anima.

Dell’anima che fu sempre alimentata a – almeno formalmente – rispetto reciproco, empatia, equanimità.

Il punto è che un numero spaventosamente alto di persone non solo ha questo tipo di riflessi ma – diversamente da ciò che accadeva fino a qualche tempo fa – non ha alcuna remora a mostrare esplicitamente il parto della propria natura peggiore.

E’ tutto sdoganato.

Il dire “meglio morti in mezzo al mare che qui a spacciare”, “ce l’ha sulla coscienza chi li ha messi al mondo” e via così di questo passo.

Persone altrimenti ragionevoli e “normali” si trasformano in bestie rabbiose, come se fossero infettati da un terribile morbo, che gli trasforma l’anima.

Come zombie assetati di sangue, per dire.

E quindi tutta la filmografia, la letteratura, le fiabe, i racconti dell’orrore assumono una rilevanza “reale” che fino ad oggi non riuscivo a leggervi.

Già avevo percepito questo modo molto traslato di raccontare la sfida del singolo contro il mostro che ti sovrasta, come la sfida contro la malattia, per esempio.

Ma questo racconto della “trasformazione” non l’avevo proprio colto.

Il parente, il fratello, il collega, che si trasformano in altrettante bestie impazzite, è una cosa che vedevo come puro parto della fantasia, e vedo invece come siano racconti esempleficativi del reale.

Di quello che in determinate condizioni, in determinate epoche, può accadere.

E infatti accade. Davanti ai nostri occhi.

Zombies-walking

Ma non vi fate schifo al cazzo? — non si sevizia un paperino

3 luglio 2018

29 Giugno 2018. Un’imbarcazione carica di migranti cola a picco al largo delle coste della Libia dopo che un’esplosione ha incendiato il motore del gommone. I corpi di tre neonati vengono ritrovati morti a riva e circa cento persone risultano disperse. Tutti i giornali riportano la notizia, alcuni pubblicano anche le agghiaccianti foto dei […]

via Ma non vi fate schifo al cazzo? — non si sevizia un paperino

Non saprei cosa aggiungere. Se non che ovviamente il messaggio non è rivolto a chi queste bestialità può partorirle, ma chi ci si accompagna ancora raspando sul “è colpa del PD”. Come fate, dico io, tra due opzioni a scegliere sempre sempre sempre cazzo SEMPRE la PEGGIORE? E’ ovvio che di selezione in selezione si arrivi a questo. Quindi, per sintetizzare: non è colpa del PD, quanto è colpa VOSTRA. E anche mia, perché non sono riuscito a far cambiare opinione neanche ad uno scarafaggio rosso.

Zone d’intervento — natangelo

2 luglio 2018

Naufragi: zone d’intervento nel Mediterraneo – da Il Fatto Quotidiano #verticeUE #migranti #pontida18 #natangelo

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I buffi del Conte del Grillo — Phastidio.net

28 giugno 2018

I buffi conti dei Buffi di Conti, per dire…

Parlando alle Camere per illustrare la posizione italiana alla vigilia di un Consiglio europeo (oggi e domani) che […] L’articolo I buffi del Conte del Grillo proviene da Phastidio.net.

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L’eu-politica

25 giugno 2018

A fianco di una destra che prepara un menù elettorale per tutti i gusti, e pazienza che le proposte siano una più inapplicabile e strampalata dell’altra, abbiamo una una sinistra che continua a fare quello che l’ha fatta perdere su tutti i fronti: discetta di grandi prospettive mentre le prospettive delle seconde linee – che alla fine una soluzione l’hanno sempre trovata – rimangono oscure e quindi non valutate dagli elettori.

Colpa anche degli elettori, per certo. Ma colpa anche di un partito che ha più o meno governato cinque anni trovare delle parole d’ordine che non siano il tentativo di riprodurre dal lato sinistro la semplificazione che riesce tanto bene ai cavalieri di varia natura della destra.

Prendendo per esempio il tema dei migranti, abbiamo una sinistra o sinistra-sinistra che continuano con le frasi assertive che si è visto con quale favore vengono accolte dai nostri concittadini tipo “bisogna costruire ponti e non muri”. Che va benissimo, ma oggi mi sembra sia elettoralmente poco produttivo e soprattutto abbastanza vago da risultare indefinito: “e quindi?” direbbe l’uomo della strada che ha appena finito di dire la sua su tutti “stì negri” che stanno per le strade.

Ecco, invece uno come Magi ha messo (a suo tempo) i piedi nel piatto. Vuoi parlare di migranti? Vieni a parlarne con me che su una delle mefitiche navi delle OnG ci sono stato, sembre dire.

Io non so se questo sia un modo di risultare più convincente, ma certamente più credibile, in una situazione nella quale di panzane e non-notizie che diventano pilastri dell’azione di governo dobbiamo subirne una al giorno.

https://www.radicali.it/20180505/migranti-magi-europa-missione-di-ricerca-e-soccorso-con-open-arms-se-solidarieta-e-reato-io-qui-per-commetterlo-da-parlamentare-voglio-testimoniare-cosa-accade-nel-mediterraneo/

magi-openarms-mediterraneo-500x500

 

Salvini al mare /2 — natangelo

21 giugno 2018

Una domenica di relax al mare per Salvini (parte 2) – da il fatto quotidiano #Salvini #isoardi #portichiusi #ong #aquarius #natangelo

via Salvini al mare /2 — natangelo

Difetti di comprensione

21 giugno 2018

Prima solidarizzate con Orban e Seehofer che chiedono di rispedire i migranti ai Paesi d’ingresso, e poi vi agitate perché vi si propone di rimandare i migranti in Italia?

E scommettete che la stessa cosa accadrà con le pensioni e la famosa “quota 100”?

Prima chiedete di andare in pensione in anticipo, e poi – alla scoperta che vi daranno una fame – ululerete alla luna. Scommettiamo?

Comprensione del testo


Grafemi

Segni, parole, significato.

Italian Matrioshka

La Russia, un'italiana e il suo cuore moscovita

Umarells

Sono tanti, vivono in mezzo a noi, ci osservano e noi osserviamo loro. da un'intuizione di Danilo Masotti

Lucy the Wombat

Sopravvissuta a un attentato a Parigi e rinata in Australia. Un blog su: disagio e cose belle, strani posti e creature, tanta meraviglia e un po' di assurdo. Con un vombato contro lo stress post-traumatico. Scrivo per me, per gli italiani in Australia e per gli umani sulla Terra.

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

il pensiero di oggi

Rubrica di pensieri quotidiani di www.miknet.it il sito di Mik (Michele Lecchi)

Bad Work

Come sopravvivere ai lavori di merda

La Ragazza Approssimativa

Il blog di una ragazza qualunque, che non sa cucinare, non è fashion e ha la pancetta: una ragazza approssimativa.

Tratto d'unione

Ma cosa c'è dentro un libro? Di solito ci sono delle parole che, se fossero messe tutte in fila su una riga sola, questa riga sarebbe lunga chilometri e per leggerla bisognerebbe camminare molto. (Bruno Munari)

caterinarotondi

Se non combatti per costruire la tua vita non ti rimarrà niente

Chezliza

" Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere."(C.Baudelaire)

Uno di Troppo

"Poesie & Pensieri" - Uno Nessuno Cento Me

natangelo

Ogni giorno una vignetta nuova, un fumetto, un disegno. Ogni giorno. Quasi.