E allora il…bidet? — Blog di Demonio

19 luglio 2019

Ve li ricordate i vostri litigi all’asilo? Attacchi e risposte l’una più strampalate dell’altra, senza alcun nesso ne ragionamento logico, litigi puramente fatti in nome della propria smania di dimostrarsi superiori…io ti do un pugno…io te ne do due…io allora uno più di te e così via, senza criterio! Ecco, oggi, soprattutto nei social accade […]

via E allora il…bidet? — Blog di Demonio

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Roulette non russa

16 luglio 2019

roulette-russa

Che cosa, nel nostro modo di vivere, crea in tanti nostri concittadini un senso di ripugnanza, di disgusto, talmente forte da giustificare la loro simpatia per la Santa Madre Russia (ieri in versione sovietica, oggi in versione putiniana) , ossia per un mondo che, ancora adesso, pur con tutte le differenze rispetto al passato sovietico, è molto diverso da quello occidentale nel quale siamo fin qui vissuti? […]

via Corriere-Panebianco – 19 Luglio 2019

La coperta di Linus

3 luglio 2019

Non si dovrebbe scrivere, se non delle cose che si conoscono bene.

Se ne deduce che bisognerebbe scrivere solo delle cose vicine a noi, o di noi stessi, almeno per come uno si vede riflesso nello specchio della vita.

O forse non si dovrebbe scrivere affatto, arrendendosi all’evidenza, ché neanche le cose più vicine sono mai state tanto incomprensibili.

Si prova a gettare sguardi interessati alle cose, ma poi tutto si ingarbuglia in un gioco di equilibri instabili, di imperfezioni che si perfezionano, di rimandi e intrecci.


Bisogna premettere che abito in un quartiere di quelli che fino a qualche anno fa erano storicamente di sinistra. Ora queste distinzioni sono molto sfumate, se non completamente perse, ma una volta essere un ristoratore da croce celtica accanto alla cassa, diciamo che doveva essere sfidante, qui.

Dico questo per dire che quando vado a prendere le pizze da questo ristoratore, so perfettamente da chi vado.

Diciamo che non mi è mai venuto di intavolare una discussione politica, la pizza è buona e questo mi basta.

Devo anche dire che nelle mie riflessioni “offline”, dato che il ristoratore in questione è lì sostanzialmente da sempre (prima di lui il padre, e via discorrendo), pur non condividendo il mood politico (da fascista autodichiarato), non posso non immaginare che nel passato questa posizione nel quartiere non dovesse essere precisamente “comoda”. Anche coraggiosa, via.

Per farla breve, ieri sera il buon ristoratore pensa bene invece di intavolare esattamente quel tipo di discorso – sfociante nella politica – quella discussione che io avevo sempre accuratamente evitato.

Beh, ovviamente – va da sé – che le posizioni fossero appena appena divergenti, schermando lui il suo evidente disprezzo per lo straniero con il fatto che in cucina avesse solo immigrati (ma mai neri, chiaro), omettendo di dire quello che ognuno immagina, e cioé che così rendesse più positivo anche il suo ROI, oltre alla sua immagine.

Mi ha fatto molto riflettere che in realtà il punto di partenza della riflessione fosse esattamente lo stesso: la città che non funziona, la maleducazione delle persone, la crisi, le buche, le tasse. Lui ne ricavava un “per fortuna che adesso ci sono i porti chiusi e la legittima difesa”. Lì la discussione si è arenata al mio tentativo di trasmettergli la mia impressione che non mi sembrava ci fosse stata una contemporanea chiusura di porti e buche, ma io sono molto probabilmente un’inconsapevole zecca.

A maggior disdoro, mi sono ritrovato a dirgli che non mi sembrava nemmeno che la cd “legittima difesa” avesse cambiato un fico, relativamente alla legittima difesa già presente nelle nostre leggi, neanche nei suoi – per fortuna previsti – limiti.

Ma tant’è. Io posso anche ridere, ma la questione è seria. Qui non è che l’analisi sia diversa: viviamo gli stessi posti, guardiamo le stesse cose, più o meno ci danno fastidio nello stesso modo.

Potrei dire che alcuni sono meno portati a fare autocritica, ma questo mi sembra semmai un problema umanamente comune, magari solo un pelino più accentuato.

Tutta la pancia italiana, ribolle di sdegno esattamente per gli stessi motivi per cui ribollo io.

E’ che ci perdiamo la sintesi.

Perché fanno presa delle parole d’ordine e delle soluzioni che con ogni evidenza sono totalmente inefficaci, se non inapplicabili?

E’ che – temo – nell’insicurezza crescente, e nei problemi che in maniera manifesta si ingigantiscono, la gente preferisca essere cullata (si fa per dire) da affermazioni autoassolutorie, in cui la colpa è sempre altrui. Il negro, l’immigrato, il Pdino, tutti accomunati nell’averci sviato dal nostro passato ricco e felice. E con più capelli in testa.

Ognuno può sperimentare che la propria condizione sia mediamente peggiorata, e qualcuno dovrà pur essere responsabile, se vogliamo salvare noi stessi.

Al netto delle rispettive colpe, il richiamare il senso di responsabilità, la ragionevolezza credo siano percepiti come altrettante bestemmie, perché altrimenti le responsabilità diventano più complesse da attribuire e rischiano di riguardarci da vicino, molto da vicino.

Aggiungiamo che spesso la colpa di molti esponenti della sinistra è stata proprio quella di assolvere/autoassolversi ieri, esattamente come fa la classe politica vincente di oggi.

  • Se fossi del PD, probabilmente considererei la possibilità di scuotere la gente da questo lullamento ipnotico del quale è preda.
  • Se fossi marziano, probabilmente considererei come unica destinazione per l’Italia il muro. Sì, probabilmente non vedrei alcuna speranza di sterzare, dato che mi parrebbe evidente che al volante non ci sia nessuno.
  • Se – come è – vivessi in Italia, spererei nello stellone, un ripensamento, la nascita finalmente di una parola d’ordine che interpreti quelle paure, quelle osservazioni, ma in maniera cosciente, positiva, propositiva, efficace, parole che – evidentemente – non esistono nel vocabolario.

Ma, per il momento, non vedo nessuno, dalle nostre parti, che possa insegnarci qualche parola (d’ordine) araba, maori o swahili.

linusvanpelt

Politica d’alto mare

1 luglio 2019

Molti hanno accusato Carola Rackete di fare politica, ovvero di usare i migranti raccolti in mare per fini politici.

Mi sorprende come vi sorprenda. Il “vostro” capitano, può utililzzare i migranti per fini politici e Carola o le ONG no, solo perché non vi fa comodo? Tipico uso di pesi e misure, a quelle latitudini.

Peraltro c’è differenza a perseguire fini politici per il tramite di azioni di salvataggio, e perseguire fini politici tramite atti oziosi e abominevoli.

Vi sfugge il fatto che quando si avvicina un barcone di disperati, il Ministro dell’Inferno si freghi le mani, per l’occasione che ogni volta non manderà sprecata di fare un solo boccone delle vostre paure?

Ma sì, per voi “anche i pesci devono mangiare”. Io non riesco neanche a descrivere la bestialità che siete capaci di mostrare.

Mi fate orrore, ma ancor più è la rabbia nel sapere che un giorno, vicino o lontano, riporterete i vostri tanto luridi quanto sgangherati pensieri nelle tane sotterranee che meglio gli si addicono. E nessuno vi verrà a cercare, per rispondere di quello che avete fatto, che avete detto, che avete pensato.

Sarà un’altra amnesia di massa, a segnare il passo di questo fetore convulso, che tenta di darsi una forma, ma che forma non può avere, che non sia un’odio diffuso e avverso a qualasiasi tipo di ragione, motivo stesso del suo successo, il suo essere senza futuro.

Siete riusciti, questo sì, a dare risposta ad un dubbio che da decenni mi tornava ad ogni commemorazione della Shoah, dei campi di sterminio, delle leggi razziali.

La domanda era: “come è stato possibile?”.

Ecco, ora questo lo so.

Le ragioni di Antigone — Palomar

30 giugno 2019

Annalena Benini, Se ragionare è impossibile, scegliamo la “sbruffoncella” Il Foglio, 28 giugno 2019 Se un ragionamento non è più possibile e si può quindi soltanto scegliere fra un ministro dell’Interno che dice “mi sono rotto le palle”, e “sbruffoncella pagata da chissà chi”, e “arrestatela”, fra Giorgia Meloni che dice: affondate la nave, fra […]

via Le ragioni di Antigone — Palomar

Avvisi ai naviganti

29 giugno 2019

Regole internazionali e decreto sicurezza bis

da Linkiesta

Drastico calo della natalità: l’Italia è un paese ancora in grado di guardare al futuro? —

25 giugno 2019

L’Italia sta vivendo negli ultimi decenni una vera e propria recessione demografica: a confermarlo i dati Istat che fotografano la situazione del nostro Paese: solo 493mila sono i bambini nati in Italia nel 2018 e si stima che nel 2050 ci saranno 2,2 milioni di abitanti in meno. Siamo, al contrario, un paese che registra […]

via Drastico calo della natalità: l’Italia è un paese ancora in grado di guardare al futuro? —

Il vecchio che avanza — Palomar

21 giugno 2019

Dario Di Vico, Un paese e due società Corriere della Sera, 21 giugno 2019 Ci sono almeno due buone tracce che ci spingono, pur nel bel mezzo di una situazione politica a tratti incandescente, a ragionare di giovani/anziani e dei conflitti di interesse che sembrano dividere le generazioni. Entrambe vengono dall’istat, la prima la potremo […]

via Il vecchio che avanza — Palomar

Procedura di rifrazione

20 giugno 2019

Non credo che quest’anno l’Italia porti a casa la procedura di infrazione per debito eccessivo. Intendiamoci, tecnicamente la misura sarebbe arcifondata, ma sempre di Politica si parla.

I nostri rappresentanti sembra vadano “à la guerre” un pelino impreparati.

Avevano previsto un’Europa rivoltata come un calzino, dimostrando un certo grado di confusione, o di fede nella beozia dei propri concittadini. Forse entrambe.

Ora, teniamo conto di qualche aspetto pratico, anche se le mie sono poco più che illazioni:

a) la procedura nei confronti dell’Italia è un sassolino che molti in Europa vorrebbero togliersi

b) la Commissione è nel suo anno finale. Diciamo che a livello personale molto probabilmente non hanno alcun interesse, a meno che davvero l’Italia non sia messa tanto male da non poterlo evitare

c) l’obiettivo grosso in Europa – oggi – non è la procedura di Infrazione, anche per quelli del punto a), ma la nuova Commissione e la BCE

d) il nostro governo l’ha buttata in politica, con la sua risposta assolutamente priva di quegli aspetti tecnici che erano stati richiesti. Questo potrebbe essere addirittura vantaggioso, perché sposta il piano della discussione dal piano tecnico a quello politico.

In sostanza: spero di sbagliarmi, ma è molto probabile che qualcuno in Europa stia pensando di tenersi questo ciuco azzoppato, che può risultare utile da due punti di vista: perché quando si parlerà di ruoli “di peso” sarà un contendente in meno, e un voto facile da schierare a piacimento con la contropartita del differimento della procedura.

Lo rivenderanno come una grande vittoria della loro politica europea.

E – per dire quanto stiamo male – probabilmente saranno i primi a crederlo davvero.

s-l1600

Se defluisco, uccidetemi — Phastidio.net

17 giugno 2019

Dell’assertivo “discorso” del presidente della Consob, Paolo Savona, in occasione dell’annuale “incontro” con la comunità finanziaria (che Savona, […] L’articolo Se defluisco, uccidetemi proviene da Phastidio.net.

via Se defluisco, uccidetemi — Phastidio.net

Mario Seminerio, alla indubbia preparazione, associa una penna pungente e intelligentemente ironica, che lo rendono una lettura sempre divertente. Anche quando si parla di tragedie autoinflitte.


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A Parigi mi hanno sparato, in Australia cerco di dimenticare. Racconto di cose belle e disagio, strani posti e creature, con tanta meraviglia e un po' di assurdo. Mentre un vombato veglia su di me.

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.